Il Giappone riassapora lo spettro della deflazione, nonostante l’Abenomics

Il Giappone a rischio deflazione, nonostante i potenti stimoli monetari della BoJ e il varo dell'Abenomics. Prezzi in calo ad agosto.

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Il Giappone a rischio deflazione, nonostante i potenti stimoli monetari della BoJ e il varo dell'Abenomics. Prezzi in calo ad agosto.

L’indice dei prezzi al consumo in Giappone ad agosto ha registrato un calo dello 0,1% su base annua e una variazione mensile nulla. Si è trattato del primo segno meno al livello tendenziale dall’aprile del 2013, proprio il mese in cui il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, annunciò il varo di potenti stimoli monetari, espansi un anno fa a 80 mila miliardi di yen, pari a circa 660 miliardi di dollari. L’obiettivo del raddoppio della base monetaria entro quest’anno, fissato 2 anni e mezzo fa, non ha sortito, dunque, gli effetti sperati. L’inflazione ha subito un’accelerazione solo temporanea, stimolata per lo più dall’aumento dell’IVA dal 5% all’8%, lo scorso anno, ma il target di una crescita tendenziale dei prezzi del 2% appare lontanissimo dall’essere centrato, nonostante la banca centrale abbia confermato nelle scorse ore che sarà raggiunto, a suo avviso, nel semestre che si concluderà nel settembre del 2016.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/quantitative-easing-dal-giappone-un-monito-a-draghi-su-inflazione-e-ripresa/   Quasi nessuno crede a questa proiezione. La debole domanda domestica, associata al calo delle quotazioni del greggio, conseguenza anche del rallentamento dell’economia cinese, stanno convincendo il mercato e gli analisti che il rialzo dell’inflazione al 2% si stia allontanando a rapidi passi. I tassi lo confermano. La differenza tra i rendimenti fissi dei bond e quelli offerti dalle obbligazioni a tasso variabile e legato all’inflazione segnalano che gli investitori si attendano che da qui a i prossimi 10 anni, i prezzi in Giappone cresceranno in media dello 0,84%, giù dal +1,1% atteso a giugno.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/il-giappone-non-riesce-ad-alzare-i-prezzi-la-boj-rinvia-il-target-sullinflazione-al-2/   Le aspettative d’inflazione, quindi, si stanno raffreddando e anche negli USA. Altro che target del 2% alla portata. Ma se nel caso dell’America si può addurre alle minore attese il rafforzamento del dollaro, non lo stesso si  può dire dello yen, che ha perso in un anno il 9% contro il biglietto verde, anche se si è rafforzato del 3% contro l’euro, per via dell’indebolimento della moneta unica con il varo del “quantitative easing” a inizio anno. Dunque, nonostante i più potenti stimoli monetari della storia nipponica e un piano di rilancio dell’economia, noto come Abenomics, dal nome del premier Shinzo Abe, il Giappone non sembra uscire dalla spirale deflazionistica e dalla stagnazione economica. Stando alle ultime stime dell’OCSE, il pil dovrebbe crescere quest’anno dello 0,8% dell’1% nel 2016, segno tangibile di un’economia tutt’altro che in solida ripresa, dopo due decenni trascorsi senza crescita e in deflazione.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/sp-declassa-il-rating-del-giappone-ad-a-da-aa/    

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