Il G7 della discordia, Trump twitta contro Francia e Canada: ecco i temi della tensione

Il G7 di oggi e domani è un vertice fallito prima ancora di iniziare. Durissimo Donald Trump contro Canada e Francia su Twitter. A dividere le grandi potenze non sono solo i dazi. E il premier Giuseppe Conte debutta all'estero.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il G7 di oggi e domani è un vertice fallito prima ancora di iniziare. Durissimo Donald Trump contro Canada e Francia su Twitter. A dividere le grandi potenze non sono solo i dazi. E il premier Giuseppe Conte debutta all'estero.

E’ iniziato a Charlevoix, area rurale del Quebec, in Canada, il G7, l’appuntamento che ogni anno ospita i capi di stato e di governo delle sette superpotenze del pianeta (USA, Canada, Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Giappone). Dal 2014, la Russia non partecipa al forum, esclusa per le violazioni al diritto internazionale con l’occupazione della Crimea. Quello in corso appare il vertice più teso da quando la formula è stata inaugurata negli anni Settanta. Il presidente americano Donald Trump avrebbe anche chiesto ai suoi collaboratori se fosse il caso di partecipare, sentendosi rispondere che una sua assenza avrebbe segnalato quasi un arretramento rispetto ai temi che la stessa Casa Bianca ha posto al centro della sua agenda. Tuttavia, non solo sarà l’ultimo ad arrivare nella tarda mattinata odierna; domani, partirà prima degli altri, saltando alcune sessioni dei lavori, come quella sulla difesa degli oceani. Ufficialmente, il suo saluto anticipato è dovuto al vertice con il leader nordcoreano Kim Jong-Un, che si terrà in un’isola di Singapore, verso la quale si dirigerà già da domani pomeriggio.

Prima di partire per il vicino Canada, Trump non ha lesinato critiche durissime a due dei partecipanti del G7, niente di meno che al padrone di casa Justin Trudeau e al presidente francese Emmanuel Macron. Ai due, che lo avevano criticato aspramente sui temi del commercio, a seguito della comminazione di dazi su acciaio e alluminio, ha risposto piccato via Twitter: “Dite per piacere al premier canadese Trudeau e al presidente francese Macron che loro fanno pagare agli USA dazi enormi e creano barriere non-monetarie: il surplus commerciale UE è di 151 miliardi di dollari e il Canada tiene i nostri agricoltori e altri fuori. Impaziente di vederli domani”. E ancora: “Il premier Trudeau che è così indignato, evocando il rapporto che USA e Canada hanno avuto per anni e diverse altre cose, non dice che ci fanno pagare fino al 300% sui prodotti caseari, danneggiando i nostri agricoltori, uccidendo la nostra agricoltura”.

I dazi di Trump e il governo Conte accerchiano la Germania, che strilla

Temperatura alle stelle, dunque, per quello che sarà il vertice del debutto del premier italiano Giuseppe Conte nel panorama internazionale. Macron aveva, sempre via Twitter, evocato la possibilità di siglare un comunicato finale senza gli USA (“6+1”), rifacendosi al G7 dello scorso anno a Taormina, dove Trump aveva accettato di firmare un testo che contemplava la difesa dell’ambiente, come da Accordo di Parigi. L’agenda di Trudeau prevede sessioni principali dedicate anche all’uguaglianza di genere.

Non solo i dazi fanno litigare i partecipanti al G7

A dividere USA e partner storici vi sono, anzitutto, i dazi. Trump ritiene che l’America abbia tollerato una politica commerciale sfavorevole ai propri interessi, accettando di farsi imporre da Europa, Cina e gli altri membri del NAFTA (Canada e Messico) tariffe superiori a quelle che gli USA impongono sulle merci straniere. Il che è generalmente vero. Si veda il caso delle auto, sulle quali gli USA applicano dazi al 2,5%, la Cina al 25% fino a pochi giorni fa e l’Europa al 10%. Ma non sono solo i dazi a dividere la Casa Bianca dal resto del G7. Crea tensione anche la volontà espressa da Trump di ritrarsi dall’accordo nucleare con l’Iran. In gioco ci sono anche interessi strategici, molti dei quali investimenti francesi nella Repubblica Islamica.

In generale, il presidente americano punta sui rapporti bilaterali e non riconosce la UE come entità politica unitaria, sostenendo che essa sarebbe “una schermatura, dietro la quale si nasconda la Germania per tutelare i suoi interessi”. E l’appuntamento cade in un momento assai delicato proprio per le istituzioni comunitarie e l’euro. La Casa Bianca non ha ancora espresso una posizione ufficiale verso l’Italia del governo Conte, ma si sa che la linea di Trump sarebbe per sostenere Roma anche all’infuori dell’Eurozona, se così decidesse la nuova maggioranza, mentre il Tesoro si manterrebbe più prudente. L’ambasciatore USA a Berlino ha nei giorni scorsi scatenato polemiche, allorquando ha dichiarato di volere sostenere i movimenti “realmente conservatori” in Germania, facendo temere alla cancelliera Angela Merkel una sorta di asse con la destra euro-scettica dell’AfD.

Il governo di Lega e 5 Stelle piace all’America di Trump. Cosa farà la Casa Bianca?

In crisi vi è la stessa identità del G7. Esso non è più il vertice dei 7 grandi del mondo con una visione unitaria. Theresa May è a capo di uno stato che sta sbrigando le pratiche di divorzio dalla UE, Conte si è appena insediato a capo del primo governo euro-scettico d’Italia, terza economia dell’Eurozona, e Trump viene considerato il leader dei populisti del pianeta. La stessa Merkel è in affanno a casa, stretta tra la necessità di sostenere ogni sforzo per non fare vacillare la UE e quella di rassicurare il proprio elettorato e il partito sul mantenimento della barra dritta verso i partner dell’Eurozona. Se c’è qualcuno che si rallegrerà di queste profonde lacerazioni in seno al vertice canadese è oggi il grande escluso: Vladimir Putin.

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Argomenti: Economia Europa, Economia USA, Presidenza Trump

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