Il futuro è in Africa? Segnali di boom economico dal Sub-Sahara

Nel biennio 2012-2013, l'Africa sub-sahariana sarà la seconda area a maggiore crescita del pianeta. Lo sviluppo dell'economia significa anche opportunità di investimento

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Nel biennio 2012-2013, l'Africa sub-sahariana sarà la seconda area a maggiore crescita del pianeta. Lo sviluppo dell'economia significa anche opportunità di investimento

Se nel 2013 l’economia mondiale crescerà, lo si deve per il 50% solo ai paesi emergenti. I mercati sviluppati dovrebbero mostrare un aumento asfittico del Pil dello 0,9%, mentre gli emerging vivrebbero un altro anno di crescita intensa, mediamente del 5,4%. E nel suo complesso l’economia africana dovrebbe crescere quest’anno del 4,1%. Sono queste le previsioni Hsbc. Ma la novità è che per la prima volta non si parla più solo di Cina o dei Brics, ma si affaccia sullo scenario mondiale l’Africa sub-sahariana, ossia una delle zone più povere in assoluto sul nostro pianeta.  

Economia Africa: i paesi che hanno registrato i tassi più alti di crescita

I numeri parlano da soli. Il Ghana è cresciuto dell’8,3% nel 2012 e dovrebbe crescere del 7,7% nel 2013. L’Etiopia passerebbe dal +7% al +7,7%, così come la Tanzania accelererebbe dal 6,8% al 7,3% e il Mozambico dal 7,5% al 7,9%. Bene anche il Ruanda, che nel 2011 è cresciuto dell’8,6%, mentre il Ghana ha visto crescere due anni fa il suo pil del 14%, record africano. A rinvigorire le economie di quest’area ancora molto depressa del mondo è stato certamente l‘aumento dei prezzi delle materie prime, che qui sono abbondanti, nonché l’incipiente produzione di petrolio in alcuni stati come il Ghana. Ciò ha consentito a questi Paesi di contrastare il calo della domanda globale proveniente dai mercati sviluppati, conseguente alla crisi che questi attraversano negli ultimi anni. Ma ciò che stupisce positivamente è che per la prima volta a trainare la crescita di quest’area sono soprattutto i consumi interni e non le esportazioni. Essi stanno crescendo a ritmi inaspettatamente alti e la classe media sta diventando sempre più numerosa, fenomeno consueto in tutte le economie che si sviluppano. E di recente, Fitch ha assegnato outlook positivo al debito sovrano di Angola, Mozambico e Gabon, grazie all’ottima performance dei loro pil e a politiche fiscali prudenti. In altri nove stati dell’Africa sub-sahariana, l’outlook è stabile, a conferma che anche la credibilità e la sostenibilità di queste economie sarebbero apprezzabili.  

La Cina in Africa: una penetrazione crescente e inesorabile cine africa

Un ruolo positivo lo sta svolgendo la Cina, che vogliosa sia di contendere i mercati di sbocco e il sostegno politico agli USA e necessitando di materie prime, sta investendo svariati miliardi di dollari in questi stati, 16 nel solo 2011, il doppio di quanto fatto dalla Banca Mondiale. Tassi d’interesse non alti, condizioni di erogazione dei capitali favorevoli sono i punti significativi di tale successo della campagna di Pechino nel Continente nero.  

Investire in Africa: le tante occasioni (per ora potenziali)

Il resto lo potrebbe fare nei prossimi mesi lo stesso Occidente, che alle prese con l’attuazione di politiche monetarie accomodanti potrebbe mettere in fuga miliardi di capitali in dollari ed euro, i quali potrebbero prendere stavolta più la via dell’Africa che dei soliti Brics. Le piazze finanziarie di questi ultimi hanno reso appena sopra la pari nel 2012, deludendo gli investitori. Al contrario, Egitto, Nigeria e Kenya hanno reso oltre il 50%, con attese positive anche per il 2013 ed estese ad altri contesti. Anche il mercato a reddito fisso dovrebbe incentivare i flussi di denaro da queste parti, se è vero che a fronte di tassi reali negativi in diverse economie occidentali, gli investimenti in titoli espressi nelle valute locali hanno offerto qui rendimenti a due cifre, come nel caso del Senegal. Le valute, infatti, si stanno apprezzando a tassi anche del 10-20%. Per non parlare delle immense opportunità nel settore immobiliare, se contiamo che l’Africa avrà bisogno di almeno 100 milioni di nuove case nei prossimi dieci anni per eliminare i ghetti in cui vivono centinaia di milioni di africani. E il settore potrebbe contribuire alla crescita del Pil del continente del 2-3% all’anno.  

Sviluppo Africa: le previsioni dell’Fmi per i prossimi anni

Non è un caso, perciò, che secondo il Fondo Monetario Internazionale, nei prossimi cinque anni, 10 delle 20 economie a maggiore crescita si trovano nel Sub-Sahara e due nel Nord Africa; nessuna in Occidente. Tanto che Mark Mobius, executive chairman del Franklin Templeton Emerging Markets Group, ritiene che questa zona del mondo sarà la protagonista del futuro dell’economia mondiale, grazie alle preziose materie prime di cui dispone e a una maggiore capacità di spesa interna, che sta rendendo questi stati meno dipendenti dalle esportazioni verso USA ed Europa. In più, sembra che i governi stiano puntando anche su fattori di crescita diversi da quelli tradizionali, come il Botswana, che pur essendo uno dei maggiori esportatori di diamanti, vede aprire sul proprio territorio call center e centri informatici.

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