Il franco svizzero è troppo forte? Ecco di quanto sarebbe sopravvalutato

Il franco svizzero non accenna a indebolirsi contro le altre divise, anche se diversi analisti ne prevedono un deprezzamento.

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Il franco svizzero non accenna a indebolirsi contro le altre divise, anche se diversi analisti ne prevedono un deprezzamento.

La Schweizerische National-Bank (SNB), la banca centrale svizzera, è dovuta intervenire anche la settimana scorsa per indebolire il cambio, che si è rafforzato nelle ultime settimane, in seguito alle vicissitudini sul debito della Grecia. Il 10 luglio scorso, i depositi a vista presso la SNB sono saliti di 3,4 miliardi di franchi sui 7 giorni precedenti a 460 miliardi, un segnale che l’istituto avrebbe venduto valuta straniera, quasi esclusivamente euro.

Infatti, a fronte di queste cessioni, le banche offrono valuta elvetica alla SNB, per cui le variazioni dei depositi presso di essa rappresentano il grado di intervento sul mercato del cambio. Il 15 gennaio scorso, il governatore Thomas Jordan dovette annunciare l’abbandono del cambio minimo di 1,20 con l’euro, che era stato introdotto da Zurigo unilateralmente nel settembre del 2011. Gli eccessivi afflussi di capitali stranieri erano finiti per costringere l’istituto a interventi sempre più cospicui per difendere il cambio, tanto che le riserve valutarie erano schizzate alla bellezza dell’80% del pil.   APPROFONDISCI – La Svizzera pronta a intervenire ancora sui tassi per indebolire il franco  

Le cause del super-franco

Stamane, il cambio tra franco svizzero ed euro si attestava a 1,0427, mostrando un indebolimento della moneta unica di oltre il 13%, rispetto ai valori di 6 mesi fa. L’impatto del super-franco sull’economia elvetica si è fatto già sentire. La Svizzera è probabilmente in recessione tecnica, se anche nel secondo trimestre si registrerà un secondo calo consecutivo del pil, mentre i prezzi sono in calo, a causa del minore costo dei beni importati. A determinare la migliore performance dell’anno tra le valute mondiali non vi è solo il fattore Grexit, che spinge numerosi capitali verso il porto sicuro del paese alpino, ma anche il “quantitative easing” della BCE, che rende poco appetibili gli investimenti sul mercato dei bond nell’Eurozona. A poco sembra essere servito l’avere tagliato i tassi sui depositi delle banche al -0,75%. Stando all’analisi dei flussi di questi mesi, ciò ha contenuto i nuovi afflussi finanziari, ma non ha incentivato i deflussi.

I capitali che già si trovavano in Svizzera, quindi, sono rimasti lì.   APPROFONDISCI – Svizzera, scarsi interventi sul franco svizzero. Timori sulle tensioni nell’Eurozona  

Previsioni sul cambio

Eppure, il franco sarebbe più forte dei fondamentali. Lo pensa l’OCSE, secondo cui, a parità di potere d’acquisto, esso sarebbe sopravvalutato contro dollaro ed euro del 31%. Secondo la Royal Bank of Scotland, invece, il cambio corretto tra franco ed euro sarebbe del 5-6% più debole per la valuta elvetica. E Peter Frank, che monitora l’andamento delle principali valute del pianeta per Banco Bilbao, prevede che contro la moneta unica dovrebbe attestarsi a 1,06 entro la fine dell’anno e a 1,10 entro il marzo del 2016. Gli analisti di Bloomberg ritengono in media che il cambio franco-euro sarà di 1,05 entro la fine dell’anno, ossia sui livelli attuali, mentre per la fine del 2019 dovrebbe portarsi a 1,19. E’ probabile che l’indebolimento atteso nei prossimi anni abbia molto a che fare con la politica monetaria della BCE, la quale dovrebbe iniziare ad alzare i tassi dal 2017 in poi, dato che il governatore Mario Draghi ha assicurato che non ci sarà alcuna stretta monetaria nell’Eurozona fino a tutto l’anno prossimo.   APPROFONDISCI – Sulla Svizzera pesa il super-franco: previsioni discordanti degli analisti sul trend futuro  

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