Il Financial Times elogia il sostegno di Renzi alle aziende italiane

Il Financial Times applaude il sostegno di Matteo Renzi alle grandi imprese italiane, dimostrando come i risultati di questa spinta cominciano a vedersi ovunque.

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Il Financial Times applaude il sostegno di Matteo Renzi alle grandi imprese italiane, dimostrando come i risultati di questa spinta cominciano a vedersi ovunque.

Non è un caso che 209 imprenditori sabato scorso abbiano acquistato un’intera pagina del Corriere della Sera per affermare il loro sostegno al governo Renzi e non è ancora un caso che nell’ottobre scorso furono “solo” 108. Imprenditori, certo, ma anche cittadini che hanno incoraggiato il premier capace di aver realizzato quello che nessuno era riuscito a fare prima e soprattutto evitando i soliti “compromessi al ribasso”. Non è egualmente un caso quindi che anche il Financial Times applauda Renzi, considerandolo un forte sostenitore delle aziende italiane e delle loro operazioni ambiziosi, del loro fare affari, con il risultato che il valore totale degli acquisti e delle fusioni sta raggiungendo il livello record dell’anno 2007, quasi raddoppiando il valore totale dello scorso anno.   Per il Financial Times, Matteo Renzi non solo “ha portato una relativa stabilità politica e una spinta per una importante riforma economica per il suo Paese”, ma ha dato anche una forte spinta alle imprese italiane, essendone lui, così come dovrebbe essere, il primo sostenitore. E i risultati si vedono anche sul mercato azionari, con il FTSE MIB che segna già un +14% rispetto allo scorso anno. Questa spinta propulsiva, causata anche dalla successione delle dinastie aziendali italiane e dai prezzi relativamente bassi delle attività del Paese, ha prodotto maggiori investimenti da parte delle grandi imprese all’estero, come Exor, Lavazza e Ferrero. Allo stesso tempo, però, è necessario anche attirare gli investimenti esteri in Italia, un’altra delle promesse di Renzi vicina a essere mantenuta. E’ il caso di ChemChina-Pirelli – è da ricordare che la Cina guida questa spinta a investire in Italia visto che si annoverano molte partecipazioni cinesi nelle imprese italiane – o della tedesca HeidelbergCement con Italcementi.   E allora, alla luce di tutto questo, appare più logico la nuova pagina del Corriere acquistata da 209 imprenditori-cittadini, impauriti più dai “professionisti del no” che dall’esecutivo Renzi, un invito più ai cittadini italiani di togliersi i paraocchi e di contribuire a quella logica di trasparenza e moralità che si richiede proprio alla politica stessa. Il governo deve andare avanti e chi è sempre contrario non può bloccare completamente l’opera di rinnovamento della società e rallentare le manovre che il governo sta attuando per il Paese. Insomma, stop alla negazione a tutti i costi: è ora di rimboccarsi le maniche.     Fonte | Financial Times

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