Il denaro pubblico speso per “scavare buche” non stimola l’economia

Eccellente articolo di Mariana Mazzucato sul Guardian, secondo cui la spesa pubblica ben indirizzata può trasformare profondamente l'economia

di Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero, pubblicato il
Eccellente articolo di Mariana Mazzucato sul Guardian, secondo cui la spesa pubblica ben indirizzata può trasformare profondamente l'economia

The Guardian – Gli ultimi dati sulla crescita in Europa dimostrano che la spinta all’austerità è stata un fallimento. In Gran Bretagna potrebbero essere necessari anni per una ripresa dalla recessione double dip. L’ alternativa di una spesa espansiva, tuttavia, deve andare oltre dei semplici investimenti. Mentre i progetti infrastrutturali sono importanti per l’occupazione nel breve periodo, essi non danno la visione del cambiamento necessario a trasformare le economie europee in modo che possano affrontare le future sfide tecnologiche, ambientali ed economiche. In effetti, i paesi che stanno crescendo a due cifre non stanno solo spendendo, ma hanno anche una visione ambiziosa sulla direzione degli investimenti pubblici. SPESA PUBBLICA – Nell’ultimo quindicennio la Cina, che è cresciuta a una media annua del 10%, ha aumentato la sua spesa in ricerca e sviluppo del 170%. Il suo piano quinquennale (2011-15) mira a investire $ 1.500 miliardi (5% del PIL) nelle nuove industrie strategiche, per lo più “verdi”: tecnologie per il risparmio energetico e il rispetto dell’ambiente, biotecnologie, produzioni avanzate, e auto alimentate da carburante alternativo. Non si può più sostenere che il suo percorso di crescita è basato sui bassi salari e l’imitazione, ma sta diventando leader nell’innovazione, e i salari stanno aumentando di conseguenza. Allo stesso modo il Brasile, che è cresciuto del 7,5% nel 2010, ha recentemente annunciato un pacchetto di stimolo fiscale di $ 66 miliardi, destinati a modernizzare le sue infrastrutture. Ma il Brasile comprende bene che le infrastrutture non sono sufficienti, e la sua politica di innovazione attiva – guidata dalla sua banca pubblica d’investimento, BNDES – lo sta rendendo un leader internazionale nel campo dell’energia rinnovabile e della biotecnologia. Tra il 2010-2011 il Brasile ha speso più di $ 5,3 miliardi nelle tecnologie pulite, e nel settore delle biotecnologie si è concentrato nella fase rischiosa della “valle della morte” (la fase tra l’idea, la sperimentazione e l’autorizzazione) in cui molte imprese falliscono a causa della mancanza di finanziamenti privati. In effetti, le banche di investimento pubbliche del mondo si stanno concentrando nell’innovazione. In Cina, gli investimenti della Banca di sviluppo della Cina (CDB) sono la principale fonte del suo successo nel settore dell’energia solare. I produttori di energia solare cinesi sono diventati grandi attori internazionali, in grado di ridurre drasticamente il costo dei pannelli solari fotovoltaici così rapidamente che alcuni ritengono che questo accesso al credito sia la ragione dei fallimenti delle imprese solari negli Stati Uniti e in Europa. In occidente, quando gli investimenti governativi assumono una direzione strategica, vi è l’immediata preoccupazione sull’incapacità del settore pubblico di selezionare i migliori. In Gran Bretagna si è parlato della creazione di una banca d’investimento dalle ceneri di RBS per indirizzare la spesa per le infrastrutture. Ma una banca d’investimento è necessaria non solo per investire, ma per farlo in aree dove il settore privato non è disposto a rischiare. Questo richiede delle scelte. E molti, anche a sinistra, sono preoccupati che una banca “pubblica” possa essere meno in grado di farle di un soggetto privato. Il vero problema non sono le decisioni private o quelle pubbliche. Più si disprezza la capacità dello Stato di essere un agente produttivo, attivo dell’economia, meno lo stato sarà audace e in grado di attrarre le menti più brillanti, che preferiranno lavorare nei settori più redditizi del privato. Il grande poster che accoglie i visitatori al Department of Business, Innovation and Skills a Londra trasuda l’irrilevanza dello Stato: “Gran Bretagna: basse imposte sulle società e meno regolamentazione”. Eppure, l’investimento rimane scarso. Quando invece nel settore pubblico c’è la visione e l’entusiasmo, i posti sono occupati dalle menti migliori – e il business risponde. In effetti, la rivoluzione informatica degli Stati Uniti è stata condotta da un ente pubblico, Darpa, che è riuscito ad attrarre alcune delle migliori menti scientifiche del paese – e ha inventato Internet . L’eentusiasmo su BNDES in Brasile, e il suo ruolo visionario e pieno di fiducia nella pianificazione di nuove industrie strategiche, gli ha permesso di richiamare i migliori economisti finanziari, ed è gestito da due esperti internazionali dell’economia dell’innovazione. La sua coraggiosa assunzione di rischio ha permesso di fare utili record in investimenti produttivi, piuttosto che puramente speculativi. Nel 2010 la sua remunerazione dei capitali investiti è stata un sorprendente 21% (reinvestito dal Tesoro in settori come sanità e istruzione), mentre quella della equivalente istituzione della Banca Mondiale – la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo – è stato un -2% ( della CDB è stata del 9%). In Europa, l’istituzione equivalente sarebbe la Banca Europea per gli Investimenti. Infatti, subito dopo la crisi la BEI ha intrapreso un giro iniziale di prestiti anticiclici. Ha aumentato i prestiti approvati da € 890 milioni nel 2007 a € 4,2 miliardi nel 2009. Ma poi sono diminuiti drasticamente nel 2011 a € 703milioni, principalmente a causa delle preoccupazioni per il rating AAA della banca, e per la mancanza di consenso tra i paesi dell’Unione Europea su quanto la BEI dovesse essere attiva. E, come è stato recentemente sostenuto dall’economista greco Yanis Varoufakis, ciò che la BEI dà con una mano (ad esempio, il finanziamento per le piccole e medie imprese greche), la Banca centrale europea si prende con l’altra. Alla fine, è più la paura delle agenzie di rating e la mancanza di solidarietà tra i paesi a dettare la politica di crescita in Europa. Naturalmente, abbiamo bisogno sia di spese generali di stimolo all’economia – in settori come la sanità, l’istruzione e le infrastrutture – che di investimenti strategici in nuovi settori e nuove tecnologie. Ma la competizione economica mondiale sarà vinta principalmente da questi ultimi, e i vincitori guadagneranno più profitti da reinvestire nei programmi di welfare. In effetti, come è stato dimostrato nella ricerca del National Institute of Standards and Technology, il moltiplicatore degli investimenti è maggiore quando gli investimenti pubblici sono destinati alle aree di crescita e non solo “a scavare buche” e riempirle di nuovo. Ma questa direzione richiede visione, coraggio, e solidarietà – tutte vittime della recente crisi europea. Articolo originale: Public money spent on ‘digging ditches’ won’t stimulate the economy

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