Il decreto dignità funziona? Meno precari ma anche meno occupati

Per Di Maio i dati Inps sono la testimonianza diretta dei primi effetti del decreto dignità.

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Per Di Maio i dati Inps sono la testimonianza diretta dei primi effetti del decreto dignità.

L’Osservatorio sul precariato dell’Inps, nel periodo compreso tra novembre e dicembre, ha registrato un aumento consistente dei contratti a tempo indeterminato. Merito del decreto dignità, la norma voluta da Luigi Di Maio nelle prime settimane di governo gialloverde. All’inizio, in molti avevano criticato la scelta del numero uno del Movimento 5 Stelle, nonché ministro del Lavoro e vicepremier. A distanza di mesi, invece, i numeri sembrano dare ragione all’ex vice presidente della Camera dei Deputati. L’obiettivo che l’esecutivo si era prefissato con il decreto dignità era quello di combattere il precariato e favorire le assunzioni a tempo indeterminato. Questa però è soltanto la prima faccia della medaglia.

Sì, il decreto dignità funziona

Nel giro di due mesi, le assunzioni con contratto a tempo determinato sono scese di 52 mila unità. Meno precari, dunque. Novembre e dicembre sono stati i primi due mesi in cui il decreto dignità è entrato a pieno regime nel mondo del lavoro in Italia. Non solo meno precari, ma anche più contratti a tempo determinato. Le trasformazioni da contratto a termine a contratto a tempo indeterminato sono aumentate da 52 mila a 114 mila. Ricapitolando, meno contratti a termine e più contratti a tempo indeterminato. Apparentemente dunque sì, il decreto dignità di Di Maio funziona.

No, il decreto dignità non funziona

C’è però l’altra faccia della medaglia: il numero totale degli occupati rispetto a maggio dello scorso anno è in calo, come è in calo il numero degli assunti con contratti a tempo indeterminato. Secondo i numeri dell’Istat, -72 mila persone lavorano e -122 mila persone lavorano con un contratto a tempo indeterminato. Si ricorda che l’Istat (Istituto nazionale di statica) fotografa una determinata situazione sul territorio italiano attraverso un campione di persone.

In generale, i dati Istat sono presi in maggiore considerazione per valutare la salute del mercato del Lavoro anziché i dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps, come evidenziato dal quotidiano Repubblica.

Scontro tra Di Maio e Maria Elena Boschi

“Il decreto dignità funziona”. Per Di Maio i dati Inps sono la testimonianza diretta dei primi effetti del decreto dignità. E su questo non ha torto. Dall’altra parte, per Maria Elena Boschi “Di Maio è un bugiardo. Oggi il ministro della disoccupazione ha fatto autogol”, prendendo in prestito la definizione cara al Pd sull’attuale vicepremier grillino e ministro del Lavoro. Il problema è che entrambi si rifanno a numeri sì giusti ma presi da fonti diverse e che, come tali, non possono essere confrontati. Letti, però, sì.

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