Il debito pubblico scende di 20,5 miliardi ad agosto. Ecco perché e diamo un occhio al deficit

Il debito pubblico cala di 20,5 miliardi tra luglio e agosto, grazie all'impiego delle scorte di liquidità che il Tesoro ha accumulato nei primi sette mesi dell'anno. D'ora in avanti, dovremmo registrare un trend discendente fino alla fine del 2014.

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Il debito pubblico italiano scende dai livelli massimi a cui era arrivato nel mese di luglio e ad agosto si attesta a 2.148,4 miliardi di euro, -20,5 miliardi in un mese. Il calo è attribuibile a una riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro per 27,3 miliardi a 82,4 miliardi (46,4 miliardi nell’agosto 2013), solo in parte compensate dal fabbisogno mensile di 6,9 miliardi. L’emissione dei titoli sopra la pari, l’apprezzamento dell’euro e la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione ha ridotto l’indebitamento di 0,1 miliardi.

Nel dettaglio, il debito delle Amministrazioni centrali è diminuito di 19,8 miliardi, quello degli Enti locali di 0,7 miliardi, mentre è rimasto sostanzialmente invariato l’indebitamento degli enti di previdenza.

 

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Le entrate tributarie contabilizzate in agosto sono salite su base annua dell’1,3% a 32,6 miliardi (+0,4 miliardi), mentre nei primi otto mesi dell’anno hanno registrato una contrazione dello 0,2% (-0,6 miliardi). E tenendo in considerazione la disomogeneità degli incassi nei due periodi esaminati, il calo sarebbe stato maggiore.

Tornando al debito pubblico, risulta cresciuto di 78,6 miliardi da gennaio ad agosto (rispetto all’agosto 2013, l’incremento è stato di 86,9 miliardi). 39,4 miliardi sono dovuti al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche, 44,8 miliardi all’incremento delle disponibilità liquide del Tesoro, mentre l’emissione dei titoli sopra la pari, l’apprezzamento dell’euro e la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione hanno ridotto l’indebitamento di 5,7 miliardi.

Tra i 39,4 miliardi del fabbisogno statale e degli Enti locali, 4,7 miliardi sono dovuti al contributo dell’Italia a sostegno dei paesi dell’Eurozona. Alla fine di agosto, il contributo complessivo versato dal nostro paese si attestava a 60,3 miliardi.

 

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Perché il calo?

Dunque, cosa sta accadendo? Perché il debito pubblico, che sembrava esplodere di mese in mese, ha iniziato a scendere così vistosamente? Come avevamo avvertito nei mesi scorsi, il Tesoro ha convenienza ad accumulare scorte di debito nei primi mesi dell’anno, quando il mercato è più liquido. Ciò è accaduto, a maggior ragione, quest’anno, con il crollo dei rendimenti sui BoT e i BTp. Da qui, lo stato si è sovra-indebitato fino a luglio, ma da agosto, come da previsione, ha iniziato a impiegare la liquidità in eccesso, facendo diminuire lo stock di debito.

Con questi numeri, sforeremo il tetto massimo del deficit sul pil del 3%? Consideriamo che il 3% equivale a circa 48 miliardi di euro e che il debito è salito di 78,6 miliardi nei primi 8 mesi dell’anno. Tuttavia, non vanno conteggiati ai fini del calcolo i contributi versati dall’Italia a sostegno degli altri membri dell’Eurozona. Pertanto, il debito scenderebbe già a 73,9 miliardi, ai quali vanno detratti anche i quasi 45 miliardi di maggiori disponibilità liquide del Tesoro. La somma farebbe 29,1 miliardi, a cui si somma l’incremento del debito che il Tesoro potrebbe registrare nei mesi compresi tra settembre e dicembre. Se si tiene conto, che al netto nel 2013 si è avuto un incremento del debito tra settembre e dicembre di poco più di 8 miliardi, pur in presenza di disomogeneità negli incassi, non pare che vi sia il rischio di sforamento, avendo un margine appropriato.

 

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