Il caso Regeni e quella petizione online che inguaia i rapporti tra Italia ed Egitto

Fa discutere una petizione online che ha già raccolto firmatari illustri per chiedere la verità sul caso Regeni e interrompere la cooperazione militare tra Italia ed Egitto.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Fa discutere una petizione online che ha già raccolto firmatari illustri per chiedere la verità sul caso Regeni e interrompere la cooperazione militare tra Italia ed Egitto.

Il caso Regeni continua a tenere banco nelle ultime ore, soprattutto dopo che non è stata ancora fatta pienamente luce sulle cause che hanno portato alla tortura e alla morte il giovane attivista italiano. Per questo motivo è stata promulgata una petizione online che va a minare i rapporti diplomatici già flebili e precari tra Italia ed Egitto e che porta l’emblematico titolo di “Verità per Giulio Regeni – Stop alla cooperazione militare dell’Italia con l’Egitto“. La raccolta firme, che ha visto già tra i primi aderenti personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, fa riferimento a un accordo stipulato tra l’Italia e il Paese nordafricano nel lontano dicembre del 2014, nel quale per l’appunto si dichiarava la cooperazione militare tra i due Paesi e il supporto reciproco nelle suddette attività militari.   [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]Una petizione online per bloccare la cooperazione militare tra Italia ed Egitto #Regeni[/tweet_box]   La petizione online ha ovviamente lo scopo di fare chiarezza sul caso Regeni e, fino a quando non sarà fatta luce sulla questione che ormai è in sospeso da diverso e troppo tempo, di interrompere quell’accordo e dunque la cooperazione militare tra i due Paesi coinvolti. Nell’appello Verità per Regeni, infatti, si leggono le seguenti dichiarazioni:  

Nel dicembre del 2014 la ministra della Difesa Roberta Pinotti ha firmato una dichiarazione congiunta con il ministro della Difesa egiziano del regime di Al Sisi, dichiarazione che ha avviato concrete attività di cooperazione nel campo militare come l’assistenza all’addestramento delle forze militari egiziane e il rifornimento dei componenti di sistemi di arma. Dopo le ripetute violazioni dei diritti umani e l’assassinio di Giulio Regeni, con il regime di Al Sisi non ci può essere alcuna cooperazione militare. Non possiamo aiutare militarmente un regime che viola i diritti umani e che si oppone alla ricerca della verità sulla morte di Giulio Regeni. Per questo chiediamo al governo italiano di revocare la dichiarazione congiunta del novembre del 2014 in materia di cooperazione militare e interrompere ogni assistenza militare e qualsiasi fornitura di armi al regime di Al Sisi.

  Tra i primi firmatari della petizione, come abbiamo detto in precedenza, figurano diverse personalità culturali e dello spettacolo: tra questi spiccano infatti Roberto Saviano, Stefano Benni, Valerio Mastandrea, Alice Rohrwacher, Andrea Segre e anche l’esponente di Sinistra Italiana Giulio Marcon. Qualora vogliate aderire anche voi all’appello e alla raccolta firme, sarà necessario inviare una e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected], con oggetto Stop cooperazione militare con Egitto. Inoltre, potrete seguire l’andamento della vicenda anche sui social network, ad esempio sul canale Twitter GiulioSiamoNoi.   tweet-regeni-1   Anche all’interno dell’Egitto la situazione risulta molto tesa, soprattutto dopo i due arresti a giornalisti di un quotidiano di opposizione. Contro questa violazione della libertà, si è scagliato il sindacato dei giornalisti, nella cui sede le forze dell’ordine hanno fatto irruzione prima degli arresti. Il sindacato ha dichiarato: “Il blitz delle forze di sicurezza, con la loro barbarie e aggressività contro la dignità della stampa, hanno sorpreso la comunità giornalistica e il popolo egiziano”. La protesta contro il governo continuerà in altre forme e misure, ma nel frattempo, in tutte le manifestazioni organizzate dal Sindacato, è stata fatta richiesta al ministro dell’Interno Magdy Abdel Ghafar di dimettersi.

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Argomenti: Giulio Regeni

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