Il caso della lavoratrice madre minacciata: la donna racconta le vessazioni subite dopo il rientro al lavoro

Mobbing, vessazioni e minacce sul posto di lavoro: il caso della donna milanese svela una realtà molto amara.

di , pubblicato il
Mobbing, vessazioni e minacce sul posto di lavoro: il caso della donna milanese svela una realtà molto amara.

Una piccola azienda, a Milano, all’alba del 2020. Una donna, che lavora lì da 15 anni, diventa madre per la seconda volta. Mentre la notizia della prima gravidanza era stata accolta nella normalità delle cose, l’annuncio del secondo bambino stravolge l’armonia dei primi anni.

Prima di rientrare al lavoro, la lavoratrice madre riceve la visita di un emissario del proprio datore di lavoro, con in mano la buonuscita e una frase che sembra più una minaccia che un consiglio: “Ti conviene accettare l’offerta. Se rientri al lavoro ti faranno morire”.

Il rientro al lavoro

La ragazza declina la proposta e torna al lavoro. Niente però è come prima. Viene subito riposizionata, dopo che il capo dell’azienda ha assunto un’altra persona a tempo indeterminato al suo posto. Le sue nuove mansioni, dopo aver raggiunto prima della seconda gravidanza il ruolo di responsabile di reparto, non sono delle più gratificanti: stampare fotocopie, triturare documenti, archiviarli e rispondere al citofono.

Il ritorno al lavoro si trasforma così in un incubo, e le parole pronunciate tempo prima dal consulente del lavoro tornano a riecheggiare con forza nella testa della lavoratrice. Il suo computer non ha più accesso alla casella di posta elettronica, non viene invitata alle riunioni e nessuno le rivolge più il saluto.

Uno degli episodi più gravi raccontati dal Corriere della Sera riguarda il mancato ricevimento del nuovo telecomando dopo il cambio del cancello elettrico all’ingresso della società. L’ennesima umiliazione subita dalla ragazza, che decide di rivolgersi al sindacato.

Più di mille licenziamenti illegittimi

Dalla Cgil, il sindacato a cui la lavoratrice madre ha deciso di presentarsi per denunciare quanto le sta accadendo sul posto di lavoro, arrivano numeri allarmanti. Nel solo 2018 sono state aperte oltre 27 mila vertenze, 14 mila soltanto nei primi sei mesi del nuovo anno. Al momento, fanno sapere dal sindacato, tra le oltre 5 mila vertenze aperte, ci sono più di 1.600 casi di licenziamenti illegittimi e oltre 2.700 violazioni contrattuali. Continueremo a parlare di questo tema prossimamente.

Leggi anche: Lavoro che non si trova, l’amaro sfogo di un lettore: ‘Chi è che non ha voglia di lavorare?!’

Lavoro che non si trova: gli italiani non vogliono più fare i camerieri

 

Se volete raccontare la vostra storia scrivete a: [email protected]

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: ,
>