Il buffet è vuoto e l’Italia è vicina alla bancarotta

Alla faccia della credibilità riacquistata, il Bel Paese è considerato all'estero un malato terminale. La FAZ attacca la casta, rea di non essersi riformata, lasciando il paese alla frutta. Le stangate in arrivo su carburante e Irap sembrano confermare una prospettiva debole per il governo

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Alla faccia della credibilità riacquistata, il Bel Paese è considerato all'estero un malato terminale. La FAZ attacca la casta, rea di non essersi riformata, lasciando il paese alla frutta. Le stangate in arrivo su carburante e Irap sembrano confermare una prospettiva debole per il governo

L’Italia è un paese con un grande futuro alle spalle“. L’ironia arriva niente di meno che dalla Germania, esattamente da un articolo di qualche giorno fa del Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ), che analizza criticamente lo stato pietoso della nostra economia.

Secondo il FAZ, l’Italia ha grandi problemi di occupazione e nessuna prospettiva. E cita le migliaia di giovani laureati, costretti a cercare lavoro altrove o a restare nel Bel Paese, ma a costo di essere sotto-pagati.

Nell’articolo si pone in evidenza l’ammirazione che gli italiani avrebbero dell’economia tedesca, anche se si sottolinea come la Germania non sia esattamente tutto questo benessere che l’Italia pensa. In ogni caso, il FAZ rimarca l’assenza di sentimenti anti-tedeschi nel nostro paese, contrariamente a quanto accade in Grecia. Infine, cita la casta tra i mali italiani, sottolineando come i politici non abbiano rinunciato ai propri privilegi, anche nel pieno di una crisi economica come questa. “Ma adesso il buffet è rimasto vuoto. L’Italia è sull’orlo della bancarotta“, conclude il pezzo.

Analisi impietosa o verità? Difficile rispondere quando si tratta di un’analisi che viene dall’estero. Di certo, la presunta credibilità recuperata e messa a repentaglio da un’eventuale crisi di governo risulta alquanto estrosa come versione. Aldilà di chi dimori a Palazzo Chigi, i problemi italiani appaiono insoluti anche a chi ci guarda da fuori. Niente riforme sui temi chiave e nessuna prospettiva credibile di governo. La politica italiana naviga a vista e questo lo hanno capito proprio tutti.

 

Aumento accise benzina: nuova stangata in arrivo

L’ultima novità che farà infuriare gli italiani e che sottolinea l’adozione di misure del tutto emergenziale e non strutturali per risanare i conti pubblici arriva dal Corriere della Sera, che anticipa un maxi-aumento delle accise sul carburante, pari a 6,5 centesimi al litro subito, a cui si aggiungeranno 3,3 centesimi dal prossimo gennaio.

Il gettito stimato sarebbe di 906,6 milioni per il 2014 e di 184,9 milioni per il 2013.

La reazione degli automobilisti potrebbe essere furente, ma ciò che conta è che si tratta di una misura che darà un colpo finale al mercato dell’auto e che potrebbe impattare negativamente sui consumi già in calo di carburante, oltre che sui prezzi dei beni alimentari freschi, per via dell’aumento del costo di trasporto.

Chiudiamo, infine, con una riflessione sui contraccolpi politici di queste misure. Siamo sicuri che dopo l’annuncio di un’amnistia o indulto chiesti dal capo dello stato, il rincaro dell’anticipo Irap dal 101% al 103% per l’anno d’imposta 2013 e la stangata in arrivo sulle accise, il governo di larghe intese reggerà a una prevedibile ondata di forte impopolarità? Che forse l’articolo del FAZ non sia un triste presagio di una realtà che all’estero un pò tutti iniziano a vedere per l’Italia, assistendo con occhi distaccati a quanto avviene nel nostro paese?

 

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