Il Brasile tra rischio rating e impeachment

Il Brasile è stretto tra il rischio di declassamento del suo rating sovrano e l'impeachment della presidente Dilma Rousseff per diversi scandali di corruzione.

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Il Brasile è stretto tra il rischio di declassamento del suo rating sovrano e  l'impeachment della presidente Dilma Rousseff per diversi scandali di corruzione.

Il 70% degli economisti intervistati da Bloomberg ritiene che nei prossimi anni il rating sovrano del Brasile subirà un declassamento al livello “junk” o “spazzatura”, perdendo così il giudizio di “investment grade”, che attualmente detiene sul filo di lana con il rating BBB-. La scorsa settimana, l’agenzia S&P ha minacciato il “downgrade” a breve, a seguito della recessione in corso nel perse, che quest’anno dovrebbe sottrarre alla sua economia l’1,5% del pil, dopo un quinquennio di crescita ai minimi dagli inizi degli anni Novanta. Inoltre, diversi scandali di corruzione, tra cui quello di Petrobras e negli ultimi giorni di Eletrobras, minano la fiducia nelle istituzioni e stanno portando a un crollo di popolarità consistente per il presidente Dilma Rousseff, mentre cresce il rischio politico. Poco fa, il ministro delle Finanze, Joaquim Levy, ha respinto l’ipotesi di impeachment per la presidente, rieletta solo nell’ottobre scorso, sostenendo che non servirebbe al paese e che ciò potrebbe portare a un declassamento del rating sovrano. Il solo fatto, però, che se ne parli apertamente negli ambienti governativi la dice lunga sulla tenuta politica del Brasile.   APPROFONDISCI – Brasile, la banca centrale segnala che terrà i tassi alti a lungo contro l’inflazione   Un altro sondaggio, realizzato da Datafolha tra i brasiliani, ha trovato che i due terzi sarebbero per l’apertura di un procedimento di messa in accusa della Rousseff, mentre solo un quarto degli intervistati sarebbe contrario. Un sentimento, che svela la rabbia per la crisi economica del paese, con la disoccupazione in netta ascesa e un’inflazione salita al 9,25% a metà luglio, nonostante i tassi siano stati portati la scorsa settimana al 14,25%. Levy ha iniziato a tagliare la spesa pubblica e ad alzare le tasse sin dalla sua nomina a dicembre, ma si sta scontrando con le ostilità del Congresso, dove nella stessa maggioranza diversi esponenti ritengono che la sua politica sia recessiva e aggravi i problemi dell’economia in contrazione.   APPROFONDISCI – Il Brasile è il malato tra le economie emergenti, real ai minimi dal 2003

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