Il Brasile svolta a destra, Bolsonaro sfiora la vittoria al primo turno e galvanizza i mercati

Il "Trump del Brasile" sfiora la vittoria al primo turno alle elezioni presidenziali, ottenendo il 46% dei voti. E i mercati non potranno che apprezzare, anche se il rischio di un ritorno al governo della sinistra non svanirà fino al 28 ottobre.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il

Jair Bolsonaro ha sfiorato la vittoria già al primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, ottenendo più del 46% dei voti validi contro il 29% di Fernando Haddad, candidato della sinistra radicale dell’ex presidente Lula. I sondaggi lo accreditavano alla vigilia di un 35% dei consensi, ma i risultati delle urne sono andati ben più in là delle aspettative. Gli altri candidati hanno raccolto le briciole: quello del centro-sinistra, Ciro Gomes, ha preso appena il 12%. A questo punto, il 28 ottobre prossimo il candidato dell’ultra-destra dovrà vedersela con Haddad in quella che a tutti gli effetti sarà la sfida più polarizzante della giovane democrazia brasiliana.

Il suo Partito Social Liberale avrebbe conquistato 51 seggi su 513 alla Camera bassa del Congresso, dietro solo ai 57 del Partito dei Lavoratori. Nella legislatura uscente, il primo disponeva di appena 8 deputati e di nessuno senatore. Insomma, anche il Brasile sta vivendo il suo terremoto politico. Molti elettori hanno spostato la loro preferenza a destra nel nome della lotta alla corruzione. E dopo 13 anni su 15 di governi di sinistra, l’insoddisfazione per lo stato dell’economia e per la criminalità dilagante (63.880 omicidi nel 2017) è altissima. Adesso, Bolsonaro e Haddad dovranno convincere indecisi ed elettori centristi. L’operazione potrebbe risultare più facile al primo, che si è presentato con un programma “market-friendly”, in rottura con la sua stessa visione sin qui portata avanti in 30 anni di operato politico al Congresso.

Tra i punti salienti del candidato della destra, le privatizzazioni delle società statali, il taglio delle tasse, la riforma delle pensioni, la riduzione del ruolo dello stato in economia, conti pubblici in ordine e più facilità di accesso alle armi per difendersi dai delinquenti. Proprio grazie a queste posizioni rassicuranti, i mercati hanno iniziato a mostrarsi fiduciosi nelle ultime settimane, man mano che i sondaggi registravano l’avanzata di Bolsonaro nei consensi, specie dopo l’accoltellamento subito il 6 settembre nel corso di un comizio e ad opera di uno squilibrato mentale. Per questo, ci aspettiamo che le quotazioni azionarie salgano alla riapertura della Borsa di San Paolo, nonché i rendimenti sovrani scendano e il real prosegua la stabilizzazione contro il dollaro sotto il cambio di 4:1. La tensione, tuttavia, non svanirà fino al ballottaggio, data in cui sapremo se effettivamente Bolsonaro sconfiggerà Haddad, il quale ancora può sperare in un endorsement dei candidati minori nei suoi confronti.

Perché il Brasile può avere il suo Trump

[email protected]

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Altre economie, Crisi Brasile