Il Brasile in piazza contro la Rousseff, travolta da tangentopoli e crisi economica

Manifestazioni in Brasile contro la presidente Dilma Rousseff, sempre più vicina all'impeachment o alle dimissioni.

di , pubblicato il
Manifestazioni in Brasile contro la presidente Dilma Rousseff, sempre più vicina all'impeachment o alle  dimissioni.

Il Movimento per il Brasile Libero ha portato in piazza ieri centinaia di migliaia di persone in oltre 200 cortei organizzati in tutto il paese per protestare contro la presidente Dilma Rousseff e chiederne l’impeachment, in seguito all’enorme scandalo di corruzione legato a Petrobras, il colosso petrolifero statale, di cui la Rousseff è stata per anni ceo e che ha visto sotto la sua guida, nonché per tutti i primi 4 anni della sua presidenza, un fiorire di mazzette per accaparrarsi gli appalti e che ha alimentato un giro di corruzione stimato in 3 miliardi di dollari. La partecipazione alle manifestazioni anti-governative è stata soddisfacente, anche se non così elevata come ci si sarebbe potuti aspettare. In ogni caso, ieri c’è stata la conferma che parte rilevante del paese chiede la fine dell’era Rousseff, quando sono trascorsi appena 10 mesi dalla sua rielezione. Un sondaggio di Datafolha ha trovato un esito inquietante per il capo dello stato, ovvero che godrebbe della più bassa popolarità per un leader politico brasiliano dai tempi della dittatura militare, caduta nel 1985. Solo l’8% della popolazione darebbe un giudizio positivo sulla presidenza.   APPROFONDISCI – Brasile sempre più in crisi e la presidente Rousseff tocca il fondo dei consensi  

Crisi Brasile aggrava la portata dello scandalo

In realtà, nessuno si aspetta che l’esperienza della prima donna alla presidenza termini per una qualche rivolta di piazza. l’imboscata potrebbe arrivare in Parlamento, dove il Senato sembra ormai in balia del caos e anche alla Camera ci sono problemi, visto che due alleati del Partito dei Lavoratori hanno abbandonato da una settimana la maggioranza, riservandosi il diritto di votare solo le leggi del governo ritenute positive per il paese, mentre tentennano anche i centristi, tentati a passare all’opposizione, vista l’estrema impopolarità del governo.

Infatti, gli scandali sulla corruzione non potevano arrivare in un momento peggiore per la presidenza. Il pil è cresciuto appena sopra lo zero lo scorso anno, mentre quest’anno dovrebbe cedere del 2% e forse sarà in calo anche nel 2016. Già nel corso del primo mandato, la Rousseff ha offerto ai brasiliani il tasso di crescita più basso dagli inizi degli anni Novanta, mentre nel 2010 aveva ereditato dal predecessore Lula, suo mentore politico, una crescita del pil del 7,5%.   APPROFONDISCI – Il Brasile è il malato tra le economie emergenti, real ai minimi dal 2003  

Dimissioni Rousseff sempre più probabili

La classe media è in affanno, preoccupa il boom degli anni passati del credito al consumo, che ha spinto milioni di persone ad acquistare a debito, in particolare, auto, le cui rate mensili sono sempre meno sostenibili, specie adesso che i tassi sono esplosi, in seguito alla stretta monetaria degli ultimi 2 anni e mezzo. Il real brasiliano ha perso il 34,6% su base annua e si attesta oggi a un cambio di 3,4875 contro il dollaro, rendendo più difficile la discesa dell’inflazione, al 9,25% a metà del mese scorso. Come se non bastasse, il benessere creato dall’impennata dei prezzi delle materie prime è a rischio, ora che le quotazioni delle commodities sono scese ai minimi dal 2002. In questo quadro già fosco sorge la necessità di migliorare i conti pubblici per evitare il declassamento del rating sovrano da parte delle agenzie internazionali. E così, la Rousseff si vede costretta a difendere pubblicamente le politiche di austerità del suo nuovo ministro delle Finanze, Joaquim Levy, che tra tagli alla spesa pubblica e aumenti delle tasse sta accelerando la caduta dei consensi del capo dello stato. Le probabilità che lasci per evitare la gogna della messa in stato d’accusa o per l’assenza di una maggioranza in Parlamento si fa sempre più alta. Il paese che l’anno prossimo ospita le Olimpiadi si presenterà al mondo più confuso di quello che un anno fa ha vissuto l’incubo dei Mondiali di Calcio, persi rovinosamente in casa per mano tedesca.   APPROFONDISCI – Brasile nel caos, la presidente Rousseff sotto accusa anche sui conti pubblici  

Argomenti: