Il Brasile decide oggi sull’impeachment, la tangentopoli coinvolge le massime cariche

Sull'impeachment per il presidente brasiliano Dilma Rousseff si decide oggi, ma risulta indagato per tangenti anche il presidente della Camera, che si aggiunge così a tutte le massime cariche dello stato.

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Sull'impeachment per il presidente brasiliano Dilma Rousseff si decide oggi, ma risulta indagato per tangenti anche il presidente della Camera, che si aggiunge così a tutte le massime cariche dello stato.

Il presidente della Camera, Eduardo Cunha, deciderà nelle prossime ore se accettare o respingere la richiesta di impeachment, che le opposizioni in Brasile hanno presentato contro la presidente Dilma Rousseff, dopo che la Corte dei Conti ha sollecitato il Congresso a bocciare i conti dello scorso anno, inficiati da gravi irregolarità. Tuttavia, il PSDB potrebbe ritardare l’avvio del lungo procedimento, che porterebbe alla messa in stato d’accusa delle massime cariche dello stato, chiedendo oggi un’integrazione, ovvero includendo nella richiesta anche il precedente governo, quello rimasto in carica dall’inizio dell’anno fino alla settimana scorsa, quando è avvenuto un rimpasto. Tale richiesta, si vocifera, sarebbe determinata dalla volontà del principale partito di opposizione di concedere a Cunha qualche giorno di tempo per riflettere sulla sua posizione, dato che anch’egli è oggetto di indagini da parte delle autorità svizzere per alcuni conti intestati a lui e alla moglie, che sarebbero frutto di tangenti per svariati milioni di dollari, legati agli appalti di Petrobras, la compagnia petrolifera statale, che fu guidata proprio dalla Rousseff all’epoca del gigantesco giro di corruzione e che avrebbe finanziato illecitamente lo scorso anno il Partito dei Lavoratori, di cui ella è a capo, stando al Tribunale supremo elettorale.

Tangentopoli Brasile riguarda tutte le cariche più alte dello stato

Dunque, il Brasile è nel caos politico più assoluto. Risultano a rischio di impeachment non solo la presidente e il suo vice Michel Temer, ma anche il presidente del Senato, Renan Calheiros, terza carica dello stato, nonché lo stesso Cunha, che pure si ritroverebbe a gestire il processo contro la Rousseff, se accettasse la richiesta delle opposizioni. Quest’ultimo è membro di un partito alleato a quello della Rousseff, ma si è di recente dichiarato un oppositore del governo.

Politicamente, sono tutti morti i personaggi sopra citati, ma si tratta di vedere chi dovrà dimettersi per primo e se il capo dello stato dovrà lasciare la carica dopo essere stata rieletta appena un anno fa. L’accusa principale che le viene rivolta e per la quale rischia l’impeachment riguarda la cosiddetta “pedalata fiscale”, ovvero una strategia messa in atto nel 2014 per spostare da una voce all’altra alcune poste di bilancio, in modo da coprire alcune spese altrimenti non possibili, in seguito a una legge di 15 anni fa, ma che sarebbe stata regolarmente violata da diversi governi.

Economia Brasile in recessione

Lo stesso predecessore di Rousseff e il suo mentore, Lula, dovrà comparire a testimoniare in un processo relativo a un presunto caso di tangenti. Per quanto più popolare dell’attuale presidente, è ritenuto colpevole di corruzione dai 2 terzi dei brasiliani, stando ai sondaggi. D’altronde, il giro di corruzione attorno a Petrobras esplose proprio sotto la sua presidenza ed è stato Lula ad avere messo a capo della compagnia la Rousseff, che poi volle come suo successore politico. Il momento è molto delicato per il Brasile, la cui economia è in recessione e dovrebbe restarci fino all’anno prossimo. Nel frattempo, la disoccupazione  è raddoppiata in un anno all’8,6% attuale, mentre l’inflazione ha accelerato quasi al 10%. Si deve soprattutto alla crisi economica il crollo di popolarità per il presidente in carica, che godrebbe dell’appoggio di solo l’8% degli elettori, la percentuale più bassa dal 1985, anno del ritorno del paese alla democrazia. Se Cunha accettasse la richiesta delle opposizioni, si darebbe vita a un comitato, che inviare all’assemblea plenaria il suo parere sull’apertura del procedimento di impeachment, su cui la Camera si esprimerebbe entro i successivi 90 giorni. E’ molto probabile che non si arrivi fino in fondo a questa storia, dove compaiono coinvolti fin troppi esponenti politici. Ma le probabilità che Rousseff finisca il mandato si assottigliano drasticamente.

   

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