Ikea e la rivoluzione dei negozi a tempo: come sarà il futuro del colosso svedese

Ikea dopo i negozi in centro pensa anche ai temporary store. Ecco come cambia il business dell'arredamento low cost.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Ikea dopo i negozi in centro pensa anche ai temporary store. Ecco come cambia il business dell'arredamento low cost.

Anche Ikea cambia volto. Il colosso dell’arredamento low cost svedese, che ha segnato la storia con i suoi mega store di mobili e accessori da montare, ha compreso, in anticipo, come il mondo stia evolvendo verso un’urbanizzazione generale anche nel settore vendite. Negozi in centro, più piccoli, case smart e funzionali. Questo è solo un assaggio del cambiamento che ha in mente Ikea, senza voler abbandonare il modello retail che in 70 anni ha decretato il successo di tutto il settore.

Negozi in centro ma anche temporary store

Di recente Ikea aveva fatto sapere di voler aprire dei negozi in centro, più piccoli e funzionali, per omologarsi alla digitalizzazione e all’urbanizzazione delle persone. Non solo, si era parlato anche della possibilità di aprire dei negozi per affittare mobili, un mercato dedicato a chi non ha una dimora fissa e necessita di avere mobilio a tempo. Ikea, poi, immagina un futuro con case piccole e in centro, mobili multifunzionali e in grado di trasformarsi all’occorrenza.

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Il futuro dei negozi a tempo

Nelle intenzioni future, appunto, la volontà di aprire negozi nei centri cittadini e non solo i mega store nelle periferie a cui siamo abituati. Le persone vogliono fare acquisti senza dover per forza prendere l’auto ed evitare il caos del fine settimana, lunghe file alle casse e ambienti dispersivi. Da qui l’idea di aprire in Italia il secondo temporary store a Roma, un negozio di soli 700 metri quadri in centro, a cui sicuramente ne seguiranno altri. Si tratta di un Pop-Up store di Ikea aperto o giorni scorsi all’interno di Eataly. L’ambiente è familiare, si trovano allestimenti più ricercati, canali online e offline e consulenza.

L’Italia, non a caso, vale 1,7 miliardi di euro di vendite per Ikea ma i piccoli negozi a tempo apriranno anche Stoccolma, Madrid, Parigi, Londra e New York e il prossimo Pop-Up store è previsto a Milano. Nel nostro paese si tratta del secondo temporary store: il primo aveva aperto alcuni mesi fa, sempre a Roma, e resterà attivo fino al 6 gennaio. La chiusura varia in base al successo del negozio stesso ma i ricavi del colosso parlano chiaro, 34,8 miliardi di euro ,+4,7% rispetto all’anno scorso.

In questi giorni debutterà a Brescia anche il primo “Ikea Business” uno spazio dedicato ai possessori di partita Iva mentre per gli amanti dello shopping online Ikea sta pensando a servizi integrati come  consegne a domicilio, assemblaggio e shopping online.

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Argomenti: Economia Europa, Economia Italia