I risparmi degli italiani s’impennano con il Covid e segnano un record storico

Boom di liquidità parcheggiata in banca con il Covid. Malgrado il crollo dei redditi, gli italiani mettono molto di più da parte. Vediamo perché.

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Boom di liquidità parcheggiata in banca con il Covid. Malgrado il crollo dei redditi, gli italiani mettono molto di più da parte. Vediamo perché.

Il salvadanaio degli italiani trabocca di soldi. In pochi immagineremmo che i risparmi stiano aumentando in una fase così difficile per l’economia nazionale e mondiale. Con il “lockdown” della primavera scorsa, milioni di persone non hanno potuto lavorare e molte attività, specie commerciali, hanno chiuso definitivamente i battenti. Eppure, dalla fine di febbraio al 31 agosto scorso, stando ai dati dell’Abi, sui conti correnti e deposito delle banche italiane risultano depositati 88,6 miliardi di euro in più. Al termine di poco più di un mese fa, i risparmi ammontavano complessivamente a 1.672,86 miliardi, in crescita annua di oltre 110 miliardi.

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Come si spiega questo apparente paradosso? I redditi degli italiani – stesso discorso vale per tutti gli altri popoli – si sono contratti e anche considerevolmente, ma la propensione al consumo si è ridotta in misura ancor più proporzionale. In pratica, per mesi siamo stati costretti a restare a casa per contribuire alla frenata dei contagi e se da un lato ciò ci ha privato, in molti casi, di entrate economiche da lavoro, dall’altro ha abbassato notevolmente le voci di spesa. Abbiamo acquistato quasi esclusivamente generi alimentari, casalinghi e farmaci, per il resto abbiamo dovuto rinunciare temporaneamente al “superfluo”.

Basterebbe parlare con chiunque per accorgersi che abbiamo speso molto meno per fare benzina, dato che perlopiù abbiamo usato la macchina solo per andare al lavoro e per fare la spesa al supermercato vicino casa. Certo, poi ci sono anche i risparmi voluti. Molti di noi stanno centellinando le spese per paura del futuro, molti altri per il mancato ritorno alla piena normalità.

Se siamo soliti andare in vacanza all’estero o, comunque, lontano da casa in estate o in altra parte dell’anno, in questo 2020 i nostri piani sono saltati, contribuendo al risparmio nazionale.

Non solo aumento dei risparmi

Ma bisogna fare attenzione ad esagerare la portata di queste cifre. Tra febbraio e agosto del 2019, ad esempio, i risparmi in banca erano cresciuti di 74 miliardi e tra l’agosto 2019 e lo stesso mese dell’anno precedente di poco meno di 100 miliardi. Dunque, la tendenza in atto in era Covid non è stata affatto diversa, semmai più pronunciata e del tutto simile a quella registrata presso le altre grandi economie mondiali. Rispetto agli stessi mesi del 2019, abbiamo messo da parte quasi 15 miliardi in più e resta il fatto che il livello dei risparmi sia arrivato a un nuovo massimo storico.

Se fossero confermate le stime del governo contenute nella Nota di aggiornamento al Def e ipotizzando almeno risparmi a fine 2020 almeno ai livelli di agosto, in banca gli italiani si ritroveranno importi superiori al pil in valore assoluto. Ovviamente, il dato totale poco ci dice su cosa accada alle varie fasce della popolazione. C’è da un lato chi ha dovuto intaccare i propri risparmi per fronteggiare l’emergenza, chi non ha potuto mettere da parte un solo centesimo e, infine, chi ha ingrossato anche considerevolmente il proprio conto.

C’è un fattore che non va sottovalutato: i disinvestimenti. Almeno in parte, l’ingrossamento dei conti bancari sarebbe riconducibile alla vendita di assets finanziari in portafoglio. Le famiglie avranno ridotto le esposizioni ai mercati azionari e obbligazionari, specie dopo le ingenti perdite patite tra febbraio e aprile. E i proventi sono stati accreditati sui conti personali, in attesa di essere impiegati in futuro in qualche modo o per soddisfare le esigenze prossime. In sostanza, ci si tiene più liquidi, un fenomeno tipico delle fasi incerte e frutto della paura.

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