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I numeri della Grecia e il programma di Tsipras, ecco perché l’Europa ha paura

Il debito pubblico della Grecia è esploso quasi al 180% del pil, ma il risanamento dei conti pubblici grosso modo c'è stato. Ecco cosa propone Tsipras e i numeri della finanza ellenica.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

La Grecia potrebbe uscire dall'euroA 20 giorni dalle elezioni anticipate in Grecia, tutti hanno la sensazione che questa potrebbe essere quasi certamente l’ultimo appello per verificare se Atene resterà o meno nell’Eurozona. Una sua fuoriuscita sarebbe alquanto inedita e, quindi, difficile da gestire. Per prima cosa: chi esce dall’euro, può restare nell’Unione Europea? Ci sarebbero due scuole di pensiero, ma nessuna è titolata ad assurgere a posizione ufficiale. Insomma, il rischio sarebbe lo sgretolamento dell’intera impalcatura su cui si regge Bruxelles. Ma vediamo, anzitutto, quali numeri presenta la Grecia e quale programma presenta la sinistra radicale di Syriza, in testa nei sondaggi, guidata da Alexis Tsipras.   APPROFONDISCI – La Grecia al bivio, ecco perché la Germania non farà un accordo con Tsipras  

Debito Grecia

La Grecia ha un debito pubblico del 175% del pil, pari a 340 miliardi di euro. L’80% di esso è nelle mani dei governi europei, che hanno aiutato Atene con prestiti bilaterali e tramite i fondi di salvataggio Efsf-ESM, del Fondo Monetario Internazionale e della BCE. Il resto è ancora nel portafoglio dei mercati, essenzialmente banche e famiglie greche e fondi esteri Sul debito pubblico, il governo di Atene paga mediamente un tasso del 2,4%, meno del 2,7% pagato dalla Germania sui suoi pregiatissimi Bund. Ciò, in virtù del fatto che sui debiti contratti con l’Europa e l’FMI, la Grecia ha sinora potuto godere di condizioni ultra-favorevoli, pagando un interesse annuo di appena l’1,5%, a fronte del 6% circa desiderato dagli investitori stranieri. Nel 2013, il bilancio pubblico si è chiuso con un avanzo primario dello 0,8% del pil, vale a dire che il governo ha incassato poco più di quanto ha speso, senza considerando gli interessi. Il deficit, però, formalmente è stato ancora pari al 12,7%, per via sia degli interessi, ma soprattutto degli aiuti concessi dalla Troika (UE, BCE e FMI) per ricapitalizzare le banche locali. In sostanza, la Grecia potrebbe avere chiuso il 2014 con un deficit entro i limiti del Patto di stabilità, grazie ai risparmi effettuati sulla spesa pubblica, ma anche all’aumento abbastanza consistente delle tasse in questi anni. Nel frattempo, la disoccupazione è tornata a scendere, ma resta al 26%, mentre l’economia resta in deflazione, dopo che il pil è diminuito di un quarto dal 2008 ad oggi. Negli ultimi mesi, però, la recessione si è interrotta e il pil è tornato a crescere.   APPROFONDISCI – La Grecia fuori dall’euro? La Germania si divide, ma è tentata di darle una lezione  

Il programma di Tsipras

Tsipras chiede che il debito pubblico sia rinegoziato. Tuttavia, la misura riguarderebbe stavolta il debito nelle mani dei creditori pubblici, dato che quelli privati hanno già subito una decurtazione del valore nominale dei loro bond nella primavera del 2012, quando il cosiddetto “haircut” ha tagliato il 53,5% del valore facciale dei loro titoli, allungando al contempo le scadenze tra gli 11 e i 30 anni. La ristrutturazione potrebbe assumere diverse forme, anche contestuali: abbassamento ulteriore degli interessi, allungamento delle scadenze, taglio del debito, come condono parziale/totale del debito, come avvenne con la Conferenza di Londra del 1953 in favore dei debiti di guerra della Germania, dimezzati.   APPROFONDISCI – La Grecia verso un nuovo taglio del debito? Ecco le richieste   Tali ipotesi sono tutte molto difficili da sostenere politicamente per gli altri governi europei creditori. L’Italia ha concesso alla Grecia 43,5 miliardi, la Germania 67. Un dimezzamento del debito equivarrebbe a fare evaporare dal nostro bilancio oltre una ventina di miliardi, una trentina per le casse tedesche. Lo stesso dicasi per il taglio degli interessi, visto che già oggi i paesi europei prestano alla Grecia a tassi inferiori di quelli che essi hanno dovuto pagare sui loro bond. In sostanza, l’Europa sta aiutando Atene in perdita, come ha riconosciuto nelle scorse ore il premier Antonis Samaras.   APPROFONDISCI – Grecia, Tsipras chiede la ristrutturazione del debito all’Europa   Tsipras non ha nel suo programma l’uscita della Grecia dall’euro, va detto. Ma la sua politica economica annunciata, se attuata, porterebbe dritta a questo. Oltre alla rinegoziazione del debito, Syriza punta ad aumentare la spesa sociale, in particolare, nella sanità, ad aumentare gli stipendi pubblici e le pensioni, il salario minimo, a tagliare le tasse, a fermare le privatizzazioni, ad evitare le liberalizzazioni e ad assumere altri 300 mila impiegati pubblici (su un paese di 11,1 milioni di abitanti e con oltre 700 mila dipendenti pubblici già all’attivo). Per questo, la Troika potrebbe non erogare più l’ultima tranche di aiuti alla Grecia, rinviata alla fine di febbraio e pari a 7 miliardi di euro, senza cui il paese resterebbe a corto di liquidità dalla fine di marzo, tanto più che sta già diventando sempre più difficile ipotizzare un suo ritorno sui mercati finanziari, ora che i rendimenti decennali sono schizzati al 9,5%, quando erano al 5,4% a settembre. Insomma, sarebbe il default.   APPROFONDISCI – In Grecia è corsa al ritiro dei risparmi in banca. E i mercati sottostimano il rischio caos      

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Argomenti: deflazione, Alexis Tsipras, deflazione

7 Responses

  1. […] la Grecia, ormai sul punto di votare Tsipras, e con lei gli altri stati ‘deboli’ d’Europa -in un modo che potrebbe (dovrebbe) […]

  2. […] vignetta di oggi per il manifesto. “Ecco perchè l’Europa ha paura“. Ecco, invece, che dice […]

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