I lavori del futuro e quelli destinati a scomparire: cosa cambierà entro il 2023?

Data Scientist o Social Media Manager rappresenteranno il successo futuro nel mondo del lavoro.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Data Scientist o Social Media Manager rappresenteranno il successo futuro nel mondo del lavoro.

Quali sono i lavori del futuro e soprattutto quali saranno i lavori destinati a scomparire? Lo rivela il report «Future of Jobs» del World Economic Forum secondo cui le figure del Data Scientist o Social Media Manager rappresenteranno il successo futuro nel mondo del lavoro. A scendere, invece, le professioni amministrative e manifatturiere. Secondo uno studio realizzato da Mercer, invece, poche aziende italiane sono davvero preparate al cambiamento, che per forza di cose travolgerà anche i dipendenti.

Entro il 2023 molte professioni cesseranno di esistere

La ricerca di Mercer ha preso in considerazione 5 fattori: Change of Speed, Working with Purpose, Permanent Flexibility, Platform for Talent e Digital from the Inside Out. In base al primo fattore, relativo al cambiamento che le aziende sono pronte ad accogliere, sembra che solo il 31% delle aziende italiane sta investendo per la formazione dei dipendenti, per una possibile riqualificazione e la rotazione tra ruoli. Non va meglio per riguardo il livello di soddisfazione dei dipendenti, secondo cui quelli che non si sentono realizzati sul posto di lavoro sono pronti a cambiare, sottolineando l’importanza della correttezza e l’equità delle politiche retributive nelle opportunità di promozione. Anche nella parte Permanent Flexibility, l’Italia si conferma un paese ancora poco elastico, mentre il 96% dei dipendenti considerano quella della flessibilità una parte molto importante.

Quando è più facile ri-trovare lavoro?

Secondo una ricerca di Intoo (Gi Group) trovare lavoro dopo i 50 anni non è più un’utopia ma molto dipende da quale settore si arriva. In base all’indagine 435 dirigenti, 505 quadri e 1515 impiegati e operai sono riusciti a ricollocarsi entro 6,5 mesi. Anche in questo caso ad avere vita facile sono i dirigenti che nel 92% dei casi sono riusciti a trovare un altro lavoro. Andando più a fondo è emerso che la maggior parte dei soggetti che sono stati in grado di ritrovare lavoro avevano tra 40 e 50 anni e provenivano da multinazionali nel settore Telecomunicazioni, metalmeccanico, alimentare e farmaceutico e finanziario-assicurativo. Il 45% dei candidati aveva un’età compresa tra 40 e 50 anni con un picco nel Nord Est. Gli impiegati e operai hanno avuto bisogno di una media di 7,4 mesi per ricollocarsi, 6,5 per i quadro e 7 per i dirigenti.   

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Argomenti: Economia Italia

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