I lavori da 40mila euro l’anno che nessuno vuole più fare

Le figure lavorative snobbate dai giovani di oggi e che farebbero anche guadagnare bene.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Le figure lavorative snobbate dai giovani di oggi e che farebbero anche guadagnare bene.

Si parla spesso di lavoro e dei mestieri che in Italia nessuno, o quasi, vuole fare. Di fronte ad un mercato del lavoro che sembra muoversi lento, secondo l’Osservatorio dell’agenzia per il Lavoro e-work, nel nostro paese, mancherebbero artigiani, elettricisti, idraulici, cablatori, manutentori e periti elettronici ed elettrotecnici. E allora perché vengono snobbati?

Lavori da 40mila euro l’anno che nessuno vuole fare

Abbiamo più volte affrontato l’argomento delle ingiustizie relative al mondo del lavoro (Lavoro nero: 3,3 milioni di italiani sfruttati e danneggiati da false imprese, i numeri della vergogna) ma non è raro vedere come alcuni mestieri sembrano del tutto snobbati dai giovani di oggi. A fare chiarezza anche Paolo Ferrario, Presidente e Amministratore Delegato di e-work secondo cui, come riporta Adnkronos, “per molti giovani i mestieri artigiani non sono professioni ambite perché c’è un atteggiamento culturale che collega i lavori ad alta manualità a un disvalore”. Si parla appunto di lavori da 40mila euro l’anno che nessuno vuole fare visto che le retribuzioni per questi mestieri variano da 25mila a 40mila euro lordi e risulta difficile reperire personale per coprire un posto su quattro.

C’era una volta…

Tra i lavori snobbati però ci sarebbero anche i falegnami, gli installatori di infissi, i panettieri, i pasticceri, i sarti, i parrucchieri e i cuochi. Nonostante ad oggi le figure più promettenti per il futuro siano collegate alla tecnologia, il web, ingegneri e marketing, i mestieri relativi all’artigianato sembrano destinati a sopravvivere, anzi saranno tra le più cercate del prossimo decennio se abbinate alla tecnologia e la manualità.

Ma queste figure non sembrano le sole ad essere letteralmente bistrattate, in un recente articolo si parlava della difficoltà delle aziende vinicole a trovare personale a tempo per la vendemmia, una figura che solo pochi anni fa era molto richiesta in questo periodo, soprattutto da studenti o giovani che avevano la possibilità di lavorare un paio di settimane per racimolare qualche soldo. Ad oggi anche questo mestiere temporaneo sembra dimenticato da una generazione che ufficialmente è molto più attratta dai lavori social meno faticoso fisicamente e più improntato all’apparire, fotografia di un mondo che cambia faccia con tutte le polemiche che ci si porta dietro.

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia