I frutti dell’Abenomics: balzo del Pil giapponese nel primo trimestre

Il Pil del Giappone è cresciuto del 3,5% nel primo trimestre grazie alla spinta di consumi e export. E' possibile già intravedere i primi segnali di successo dell'Abenomics?

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Il Pil del Giappone è cresciuto del 3,5% nel primo trimestre grazie alla spinta di consumi e export. E' possibile già intravedere i primi segnali di successo dell'Abenomics?
Il premier giapponese Shinzo Abe

Il Pil del Giappone è cresciuto in termini reali del 3,5% annuo e dello 0,9% sull’ultimo trimestre del 2012. Le attese erano per una crescita reale annua del 2,8% e congiunturale dello 0,7%. In termini nominali, l’economia giapponese si è espansa dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. Si tratta di una crescita più alta del 2,5% registrato negli USA e già si parla di successo dell'”Abenomics”, dal nome del nuovo premier Shinzo Abe, la cui cura per contrastare la stagnazione e la deflazione in Giappone consiste nell’aumento della spesa pubblica e in una politica monetaria espansiva. Tuttavia, il nuovo governo di destra si è insediato solo a dicembre, mentre i primi provvedimenti monetari sono stati adottati dal neo-governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, solo lo scorso 4 aprile e consistono in un aumento del target d’inflazione annua al 2%, attraverso un allargamento della base monetaria per 1.400 miliardi di dollari in due anni (70 miliardi al mese).

Il pacchetto di stimolo fiscale da 92.610 miliardi di yen (92 miliardi di dollari circa, 2% del pil) è entrato in vigore, invece, solo oggi, per cui è difficile accreditare alle misure Abe-Kuroda la vigorosa ripresa dell’economia. Semmai, si tratta di una sorta di effetto psicologico. I consumi sono cresciuti dello 0,9% nei primi tre mesi dell’anno, mentre le esportazioni nette sono salite dello 0,4%, grazie alla debolezza dello yen. E a marzo di quest’anno, la produzione industriale giapponese è salita dello 0,9%, contro una stima preliminare di appena lo 0,2%. Risultano ancora in calo gli investimenti delle imprese (-0,7%), ma è un dato che sin dal mese precedente all’arrivo al governo di Abe si sia notata una dinamica positiva dei consumi interni, che fanno il 60% del pil, sull’aspettativa di un cambiamento molto forte nella politica economica del governo, visto che il Partito Liberaldemocratico aveva promesso queste misure già in campagna elettorale.

E’ come, cioè, se i giapponesi avessero iniziato a consumare di più, aspettandosi prezzi in crescita, sebbene i dati sul punto sembrano contrastanti.

Infatti, siamo lontani ancora dall’abbandono delle attese di prezzi in decrescita, visto che il deflatore del pil ha segnato un -1,2%, ancora più negativo rispetto al -0,7% del trimestre precedente. Certo, gli effetti delle misure ultra-espansive di Kuroda non si sono ancora potuti dispiegare del tutto, essendo state introdotte appena un mese fa, ma c’è chi scommette che il dato sui prezzi possa indurre la BoJ ad accrescere il suo bazooka anti-deflazione.

 

La Borsa di Tokyo è entusiasta dell’Abenomics

Nel frattempo, da dicembre ad oggi, l‘indice Nikkei della Borsa di Tokyo è esploso del 70%, mentre i giapponesi iniziano a inondare il resto del mondo della loro abbondante liquidità, alla ricerca di titoli dai quali ricavare rendimenti più appetibili (Chiusura Borsa di Tokyo boom: ai massimi dal 2007).

In fondo, il restringimento degli spread nell’Eurozona e il calo dei rendimenti sui bond sovrani altro non sono che gli effetti, in parte, della nuova politica di Abe sull’Europa.

 

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