I debiti fiscali dei contribuenti italiani ci rendono uno stato “groviera”

Il debito pubblico italiano sarebbe di 50 punti percentuali più basso se lo stato riuscisse a riscuotere i crediti verso i contribuenti, pari a 871 miliardi di euro. Ma meno del 10% risulta effettivamente intaccabile.

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Il debito pubblico italiano sarebbe di 50 punti percentuali più basso se lo stato riuscisse a riscuotere i crediti verso i contribuenti, pari a 871 miliardi di euro. Ma meno del 10% risulta effettivamente intaccabile.

Mentre lo spauracchio degli aumenti dell’IVA dall’anno prossimo gela l’umore a imprese e a famiglie, lo stato si gratta il capo per trovare non meno di 23 miliardi di euro richiesti dalla Commissione europea per mettere i conti pubblici in regola, con il governo a sperare che da qui a settembre, quando dovrà redigere la manovra di bilancio, qualcosa volga per il meglio, fosse anche solo sul piano politico.

E pensare che non avremmo affatto bisogno di ridurci a queste azioni di accattonaggio internazionale, se solo fossimo (stati) in grado di riscuotere il dovuto dai contribuenti italiani. Sapete a quanto ammontavano allo scorso anno i loro debiti fiscali secondo l’Agenzia delle Entrate? A 871 miliardi di euro, poco meno il 50% del pil.

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Non avete letto male, i numeri sono questi: lo stato italiano vanta crediti per metà del pil del 2018. Se riuscisse a incassarli integralmente, il debito pubblico scenderebbe a non più dell’83-84% del pil e ogni anno avremmo a disposizione qualcosa come 25-26 miliardi di euro in più nelle casse statali, per via dei minori interessi da corrispondere agli obbligazionisti. La cattiva notizia è che queste cifre sono destinate a rimanere lettera morta; solo una minima parte, se tutto andasse per il meglio, verrebbe introitata effettivamente.

Al 30 aprile scorso, la cosiddetta rottamazione-ter delle cartelle esattoriali avrebbe attirato le adesioni di 1,7 milioni di contribuenti, di cui 200.000 domande in fase di accertamento. Il successo è stato tale, che il governo ipotizza di rinviare la scadenza fino al 31 ottobre prossimo. Il punto è che da queste misure non verranno incassate somme rilevanti, rispetto a quelle sopra indicate. Come mai? Bisogna fare i conti con imprese debitrici fallite, chiuse, privati nullatenenti, morti, azioni cautelari, etc. Al netto di tutto ciò, la massa realmente aggredibile resterebbe di appena 84,2 miliardi, meno del 10% del totale. Per carità, meglio di niente, ma quanti di voi scommetterebbero un euro sulla capacità dello stato di recuperarne anche solo il 50%?

Stato “groviera” non credibile

E dire che dei 20 milioni di contribuenti in debito con il fisco, appena 20.000 risulterebbero esposti per oltre 579 miliardi, i due terzi del totale.

In altre parole, il grosso dei debiti (sopra i 500.000 euro) lo detiene lo 0,03% degli italiani, una quantità modica, che pure tanti danni ha provocato alle casse dello stato. Certo, non è detto che se questi avesse incassato l’esatto dovuto sarebbe stato più accorto nel gestire i conti pubblici e avrebbe chiuso in pareggio. Probabile che avrebbe finito per spendere ancora di più e oggi lamenteremmo lo stesso debito. Tuttavia, è innegabile la stramberia di una Pubblica Amministrazione che ogni giorno se ne inventa una nuova per spillare quattrini a chi lavora e produce ricchezza, quando non si mostra in grado nemmeno di incassare ciò che le spetta.

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E’ una condizione da terzo mondo, perché segnala l’inefficienza grottesca della burocrazia italiana, che si crogiola di leggi e circolari infinite per poi disattenderle puntualmente; che fa il volto feroce per incutere timore, finanche entrando come un Grande Fratello nei nostri conti bancari per spiarne i saldi, ma ammesso che riuscisse davvero a trovare qualcosa di anomalo avrebbe scarse probabilità di recuperare il mancato gettito. E’ uno stato che si auto-discredita ogni volta che sorge il sole, perché non si mostra né credibile, né rispettoso dei suoi cittadini. Non puoi chiedere continui sacrifici, se hai alle spalle una montagna di crediti non riscossi. E nessun italiano si sentirà mai a suo agio nel pagare il 100% di quanto gli venga chiesto, se è a conoscenza che un residente su tre sul territorio nazionale l’abbia fatta franca. Se oltre alle mani, di bucato hai anche il cesto delle offerte, non sei per niente credibile; almeno non come stato, senz’altro come groviera.

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