I dati dei clienti segneranno il successo o la morte delle banche

Dalla direttiva europea PSD2 sulle banche scaturisce la rivoluzione dei "big data", che rischia di affossare le banche tradizionali e quelle minori. Le informazioni condivise dai clienti saranno il successo o la morte degli istituti.

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Dalla direttiva europea PSD2 sulle banche scaturisce la rivoluzione dei

Dei dati dei clienti delle banche si sta parlando in questi giorni a proposito del caso Unicredit, ma i cosiddetti “big data” rappresentano al contempo una grossa opportunità di successo o un forte problema per gli istituti di credito. Lo conferma anche Sergio Bommarito, presidente del gruppo Fire, primo player indipendente e non quotato in Italia nei servizi a supporto del credito.

Non sono solo i tassi zero in questa fase a impensierire le banche, che sembrano avere perso il controllo dei conti correnti dei clienti, specie dopo l’emanazione della direttiva comunitaria PSD2 (“Payment Services Directive 2”), la quale ha posto fine al monopolio della detenzione dei dati, consentendone l’accesso anche al mondo fintech.

La rivoluzione è epocale, per quanto gli effetti pratici della normativa europea si paleseranno del tutto nei prossimi anni. Resta il fatto che le banche non siano più i possessori esclusivi di quelle informazioni sensibili dei clienti, che ancora oggi (parzialmente, ormai) consentono loro di trarre un vantaggio competitivo rispetto alle società non prettamente creditizie riguardo all’attività di erogazione di denaro.

Questo cambiamento sta avvenendo in concomitanza al rafforzamento di colossi internazionali della Big Tech, come Google, Facebook e Apple, a loro volta in possesso di miliardi di dati sensibili degli utenti/clienti, tali da assegnare loro un vantaggio informativo che nemmeno le stesse banche oggi posseggono lontanamente. Nel mondo odierno, vince chi riesce ad accedere alle informazioni relative alle abitudini di consumo e gli stili di vita delle persone. Serve una trasformazione del business model delle banche, nonché un loro ingrandimento per non soccombere. Lo sostengono le stesse linee-guida della Banca d’Italia, che non da oggi puntano ad aggregare le banche minori tra di loro, così come il “Decreto Crescita” anche a sostenere la fusione tra aziende.

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O le banche si adeguano o muoiono

Oltre a dover diventare più grandi, bisogna anche che sappiano utilizzare i dati a loro disposizione.

E così, l’Autorità Bancaria Europea (EBA) consiglia vivamente agli istituti di dotarsi di sistemi di “early warning” relativamente agli “NPE” (“Non Performing Exposures”), al fine di minimizzare i crediti deteriorati in pancia. Come? Sfruttando tutte le informazioni che consentano di comprendere in tempo l’evoluzione negativa dei conti di un’azienda, la sua ridotta capacità di onorare le scadenze e il conseguente probabile deterioramento dei debiti contratti.

Viste da questa prospettiva, ci accorgiamo quanto superate sarebbero tra qualche anno le discussioni veementi di queste settimane sulle commissioni ai POS in favore delle banche. Sembra proprio che queste stiano perpetuando un modello di business già parzialmente tramontato, non riuscendo ancora a sfruttare la mole di dati a disposizione dei dati per carpirne i loro bisogni da un lato e per cederli a terzi monetizzandoli, pur nei limiti stringenti delle leggi a presidio della tutela della privacy. Sempre più, poi, in futuro il cliente non avrà nemmeno bisogno di recarsi in banca per ricevere servizi, condividendo informazioni con terzi.

Un passo avanti, invece, vuoi per convinzione, vuoi per la presa d’atto del contesto assai meno favorevole sul fronte tassi lo stanno già compiendo anche in Italia sui mutui, utilizzando questa forma di finanziamento più che per fare cassa, per attirare clienti e ancorarli nel lungo periodo, al fine di proporre loro servizi a tutto campo, che passino per gli investimenti, specie quelli di natura previdenziale. Ma che qualche istituto ignori questa rivoluzione e parli di tassi negativi sui conti correnti sopra determinate soglie di giacenza la dice lunga sulla consapevolezza non ancora diffusa nemmeno tra le grandi banche, italiane ed estere, sulla necessità di adeguarsi al nuovo contesto storico per non restarne travolti.

Banche e mutui, non solo tassi per selezionare i clienti

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  • stefano ha detto:

    …..alla faccia della privacy le banche trasmettono conti correnti saldi depositi titoli mutui finanziamenti attraverso posta ordinaria.Senza che nessuno abbia prova concreta e materiale di avere inviato e ricevuto.
    I dati più sensibili sono alla mercè di chiunque.Possono essere persi o smarriti. Oppure trafugati da chiunque a partire dal porta lettere al vicino di casa….questo è.

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