Consumi degli italiani cresciuti la metà degli spagnoli dal 2000 e dalla Germania -120 miliardi

I consumi delle famiglie italiane dal 2000 sono cresciuti della metà di quelli spagnoli, mentre in Germania risulterebbero più bassi di 120 miliardi rispetto al pil.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
I consumi delle famiglie italiane dal 2000 sono cresciuti della metà di quelli spagnoli, mentre in Germania risulterebbero più bassi di 120 miliardi rispetto al pil.

La crescita economica italiana risulta la più pallida di tutta l’Eurozona e certamente mostra la performance più deludente tra tutte le economie avanzate dall’inizio del Millennio ad oggi. In questo articolo, ci concentriamo sui consumi delle famiglie, asso portante della nostra economia, incidendo per oltre il 60% del pil, una quota superiore rispetto alla media del 55% dell’intera area e nettamente al di sopra del 53,3% della Germania, stando agli ultimi dati della Banca Mondiale, che si riferiscono a due anni fa. Tra la fine del 1999 e il 2016, i consumi delle famiglie italiane sono aumentati del 44%, poco più del pil, per cui la loro quota è salita leggermente dal 60,5% al 60,8%. In valore assoluto, si tratta di una crescita di circa 310 miliardi di euro.

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Tra le grandi economie dell’Eurozona, la dinamica migliore l’ha registrata nel periodo la Spagna, il cui incremento dei consumi è stato pari a circa l’82%, ovvero di poco meno di 300 miliardi. In rapporto al pil, però, l’incidenza è diminuita da quasi il 60% a meno del 58%. In pratica, come percentuale le famiglie spagnole hanno incrementato i loro consumi il doppio di noi italiani.

E i tedeschi consumano meno

Venendo alle due principali economie, scopriamo che la Francia ha aumentato i suoi consumi di quasi 500 miliardi, passando da poco oltre il 54% al più del 55% del pil. Al contrario, la Germania ha abbassato la quota dal 57% al 53,3%, pur vedendo crescere i consumi delle famiglie tedesche di 500 miliardi, ovvero di quasi il 43%. Se questi si fossero tenuti costanti in rapporto al pil, sarebbero risultati lo scorso anno di circa 120 miliardi in più. Nemmeno a farlo apposta, a tanto ammonta il margine fiscale di cui Berlino disporrebbe per rispondere alle pressanti richieste dei partner dell’area per tagliare i surplus (di bilancio e commerciali), stimolando i consumi e per tale via le importazioni dal resto del mondo.

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La Germania ha chiuso il 2017 con un bilancio statale in attivo per il quarto anno di seguito e pari all’1% del pil. Considerando il tetto massimo del deficit al 3%, avrebbe a disposizione 4 punti percentuali per incrementare la spesa pubblica o tagliare le imposte in deficit, corrispondenti proprio a 120-130 miliardi. In sostanza, i tedeschi starebbero sotto-consumando, almeno rispetto ai livelli di inizio Millennio. Se spendessero quanto noi italiani, metterebbero in circolazione 230 miliardi di euro in più all’anno, ai valori del pil del 2017. E dire che l’allentamento della politica monetaria avrebbe dovuto stimolare proprio i consumi nella principale economia europea.

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Argomenti: Crisi economica Italia, Crisi Spagna, Economia Italia, Francia, Germania