I Comuni più virtuosi ed efficienti d’Italia: lo studio dell’Osservatorio sui Conti pubblici

Pisa è la città più virtuosa con un indicatore di efficienza di 139,50 punti mentre Parma è a quota 85,31 punti.

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Pisa è la città più virtuosa con un indicatore di efficienza di 139,50 punti mentre Parma è a quota 85,31 punti.

Quali sono i Comuni più virtuosi ed efficienti? A dirlo uno studio dell’Osservatorio sui Conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano, basato sui fabbisogni dei cittadini che tiene conto della situazione finanziaria, della popolazione e del territorio. Sul podio spiccano Pisa, Parma e Padova mentre tra le grandi città Milano e Roma si trovano rispettivamente al 29esimo e 31esimo posto.

Pisa, Parma e Padova le città più virtuose

Sono queste tre le città più virtuose secondo lo studio  dell’Osservatorio sui Conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano. Pisa è la città più virtuosa con un indicatore di efficienza di 139,50 punti mentre Parma è a quota 85,31 punti, a seguire Padova con 71,92. La classifica va avanti con Piacenza, Cesena e Reggio Emilia, rispettivamente al quarto, quinto e sesto posto. Nella top ten ci sono anche Prato, Bologna, Treviso e Bergamo che chiudono la top ten. Tra le prime 20, invece, ci sono Pistoia, Arezzo, Vicenza, Forlì, Lucca, Perugia, Como, Pesaro, Venezia e Modena. Firenze si trova alla 21esima posizione, mentre Torino più o meno a metà classifica.

Secondo Alessandro Banfi, ricercatore dell’Osservatorio, riferendosi alle posizioni di Milano e Roma: “Mentre il capoluogo lombardo offre servizi di livello decisamente più alto, circa il 20% superiore alla media, ma a costi un po’ più elevati, Roma tende a offrire un livello di servizi decisamente più basso, ma caratterizzato da costi più bassi”.

Le peggiori al Sud

Tra le peggiori, quindi agli ultimi posti, Foggia, Brindisi e Napoli. In genere maglie nere sono quasi tutte le città del Sud tra quelle considerate: Taranto, Bari, Salerno, Reggio Calabria, Barletta, Lecce. Nello studio sono stati considerati e messi a confronto l’indicatore di spesa e quello di offerta di servizi.

Secondo Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio: “Con quest’analisi riteniamo di aver dato un contributo al processo di chiarezza e trasparenza, finalizzato a evitare sprechi e diseconomie. L’indicatore di efficienza che abbiamo ricavato deriva dalla sottrazione di quello di spesa da quello di offerta, dalla differenza fra i due insomma.

Se è positivo, indica naturalmente una migliore efficienza”.

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