I Brics pronti a sostituire il dollaro. E anche la Francia attacca il biglietto verde

Nuovi segnali di de-dollarizzazione in atto in Asia. Ma anche la Francia vorrebbe evitare l'uso del dollaro per le relazioni con la Cina.

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Da Mosca arriva l’ennesimo segnale su un progressivo abbandono del dollaro come valuta di riserva e di regolamento degli scambi commerciali internazionali. La prossima settimana, si terrà un incontro a Pechino tra il governatore della Banca di Russia, Elvira Nabiullina, e i vertici della People’s Bank of China, la banca centrale cinese, che dovrà occuparsi proprio del tema degli scambi bilaterali tra i due paesi. Ma l’incontro è stato preceduto da un vertice tra la stessa Nabiullina e il presidente Vladimir Putin, dopo il quale sono stati diffusi volutamente alcuni dettagli sull’operazione in corso di “de-dollarizzazione” delle economie asiatiche.   APPROFONDISCI – La Russia abbandona il dollaro per lo yuan. E la Cina sbarca a Londra La Russia abbandona il dollaro per gli scambi? Armageddon vicina per gli USA   Putin voleva mostrare al mondo che si sta passando dalle parole ai fatti e che presto il dollaro potrebbe essere scalciato dalla finanza asiatica. Il governatore Nabiullina ha spiegato che si stanno studiando i modi per concepire scambi tra Russia e Cina nelle rispettive valute, rublo e yuan. A tale fine, una parte delle riserve potrebbe andare a finanziare questo nuovo sistema multilaterale e nei fatti, le banche centrali si trasformerebbero in una sorta di “quasi Fondo Monetario Internazionale”, finanziando direttamente i paesi più deboli. A conferma che quanto aveva ipotizzato nei mesi scorsi il consigliere economico di Putin, Sergey Glaziev, sta per essere messo in atto, anche Sergey Kostin, a capo della banca statale russa VTB, spiega che a suo avviso il punto di non ritorno per il dollaro potrebbe essere molto più vicino di quanto non si creda. E racconta che anche il governatore della Banca di Francia, Christian Noyer, starebbe valutando l’ipotesi di regolare gli scambi con la Cina in yuan e non più in dollari. Quella di Noyer sarebbe una ritorsione contro gli USA per il caso Bnp Paribas, la banca francese multata dalle autorità americane per 8,83 miliardi di dollari, a seguito dell’infrazione dell’embargo finanziario contro alcuni paesi, come Cuba, Sudan e Iran. La crisi ucraina starebbe soltanto accelerando uno scenario che si sarebbe concretizzato lo stesso con qualche anno di ritardo. Cina e Russia soffrono fortemente l’egemonia finanziaria degli USA e lo strapotere del dollaro. In particolare, Pechino assiste con fastidio alle stamperie della Federal Reserve, che hanno inondato il pianeta di dollari, mettendo in pericolo il valore dei 1.300 miliardi di Treasuries nelle mani dei cinesi.   APPROFONDISCI – La Russia sprona l’Europa: unitevi nella guerra contro il dollaro  

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