I Bitcoin sono commodity per gli USA, vediamo cosa significa

I Bitcoin sono classificati d'ora in avanti "commodity" negli USA. La decisione è giunta per creare ordine sul mercato delle monete digitali.

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I Bitcoin sono classificati d'ora in avanti

La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) degli USA ha comunicato ieri sera che i Bitcoin e le altre monete digitali saranno d’ora in avanti considerate commodities e che, pertanto, saranno sottoposte ai relativi regolamenti. Ne consegue che una società che voglia offrire attività di trading di queste cosiddette “criptomonete” dovrà prima registrarsi. Il presidente della CFTC, Francisco Riordan, ha anche comunicato di avere multato Coinflip, ordinando la chiusura del sito web Derivabit, che consentiva ai clienti di comprare e vendere contratti derivati. Lo stesso ha dichiarato che se da un lato ci sarebbe tanto entusiasmo intorno a queste monete digitali, dall’altro ciò non può escluderle dal seguire le regole riguardanti il trading di titoli derivati.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/bitcoin-la-prima-banca-presto-in-svizzera-colloqui-in-corso-ma-restano-i-dubbi/   Di recente, in Australia, l’Agenzia delle Entrate aveva chiesto al legislatore di inserire i Bitcoin come beni di scambio, ma la Commissione economica del Senato ha ritenuto più  appropriato definirli come moneta, altrimenti si rischia di tassarli 2 volte. La decisione delle autorità di regolamentazione americane funge da riconoscimento per uno strumento di investimento, che negli ultimi anni ha vissuto una stagione di crescita florida, ma che i governi e le banche centrali hanno guardato sin dalla sua nascita con scetticismo e timore. A creare i dubbi sulla solidità di questi strumenti è stata anche l’eccessiva volatilità dei prezzi. Negli ultimi mesi, i Bitcoin hanno accusato forti perdite, ad esempio. D’altro canto, l’inserimento dei Bitcoin tra le commodities mira a 2 obiettivi, che non faranno piacere agli investitori nelle criptomonete. Per prima cosa, a sottoporli a controllo e a regolamentarli, secondariamente a tassarne i profitti da questi generati. Rimane la caratteristica di investimenti del tutto anonimi, perché per come sono stati congegnati, i detentori non possono essere identificati e le transazioni avvengono con un codice alfanumerico non associato direttamente ad alcun nominativo.   APPROFONDISCI – https://www.

investireoggi.it/economia/gli-usa-tassano-i-bitcoin-come-proprieta-ma-ecco-perche-non-sara-la-fine/  

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