Hollande ora incontra anche la Le Pen, ma è politicamente morto

François Hollande riceve Marine Le Pen all'Eliseo, avendo bisogno della massima unità politica interna alla Francia per la guerra contro l'ISIS. Ma sembra destinato alla scomparsa elettorale.

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François Hollande riceve Marine Le Pen all'Eliseo, avendo bisogno della massima unità politica interna alla Francia per la guerra contro l'ISIS. Ma sembra destinato alla scomparsa elettorale.

E’ passato inosservato quello che ai più potrebbe apparire un dettaglio formale, ma per chi conosce la storia della Quinta Repubblica in Francia si rivela essere una novità clamorosa. Domenica, a 2 giorni dagli attentati di Parigi, il presidente François Hollande ha ricevuto i capi dell’opposizione e per la prima volta nella storia è stato invitato all’Eliseo per un faccia a faccia con il capo dello stato il leader del Fronte Nazionale, Marine Le Pen.

Subito dopo è toccato all’ex presidente Nicolas Sarkozy, che è tornato a guidare i Repubblicani, la formazione della destra neo-gollista. L’ingresso della Le Pen all’Eliseo segna il riconoscimento istituzionale più alto della svolta politica del suo Front National, nonché lo “sdoganamento” di una forza politica ad oggi relegata ai margini delle celebrazioni ufficiali, tanto che non fu nemmeno invitata a partecipare alla manifestazione di cordoglio tenutasi a gennaio nella capitale francese, dopo la strage di Charlie Hebdo.

Guerra ISIS, Hollande ha bisogno della destra

Hollande ha stavolta bisogno della massima unità politica all’interno del paese, avendo promesso ai francesi “vendetta” per gli attentati di venerdì scorso e invocando una guerra contro l’ISIS, che per essere combattuta, deve anche essere sostenuta dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica. Non poteva permettersi, quindi, di ignorare quello che i sondaggi da molti mesi ritengono essere il primo partito transalpino con oltre un quarto dei consensi. Non saranno rinviate le elezioni regionali, già previste per i prossimi 6 e 13 dicembre. Sempre i sondaggi preannunciano un tracollo dei socialisti, che ad oggi governano in 21 dei 22 enti chiamati al voto. Per effetto della riforma, che ha ridotto le regioni a 12, la perdita dei consensi della sinistra apparirà meno grave, ma resta altissima. Dovrebbero conservare solo 3 regioni, mentre 2 andrebbero al Fronte Nazionale e le altre 7 ai Repubblicani.

Pesa la pressione da destra

Nell’impeto di volersi mostrare un comandante in capo in guerra contro il nemico islamista, Hollande si è mostrato duro a parole nel suo discorso all’Assemblea Nazionale di ieri, consapevole che subirà da qui alla fine della sua presidenza, ovvero tra 18 mesi, la fortissima pressione della destra, che già da anni gli rimprovera un certo lassismo sull’immigrazione e la sicurezza.

Hollande appare politicamente un morto che cammina, avendo persino promesso tempo fa che non si ricandiderà per un secondo mandato, conscio dell’estrema impopolarità della sua persona. Che al suo posto vada a correre per i socialisti il premier Manuel Valls, dalle posizioni più centriste, o che si trovi un’alternativa più appetibile proprio al popolo della gauche (Martine Aubry?), poco importa. La sinistra francese sembra essersi scollata dal sentire comune proprio nel momento in cui ha iniziato a dilagare nelle amministrazioni locali, conquistando pure presidenza ed entrambi i rami del Parlamento (cosa mai accaduta prima).    

Sconfitta linea Hollande su immigrazione e sicurezza

E’ presto per dire se la performance di Hollande degli ultimi 4 giorni avrà spostato consensi tra gli elettori e in quale direzione. Ormai è tardi per accreditarsi quale paladino della sicurezza, facendo la faccia dura contro i clandestini e gridando vendetta contro i terroristi islamisti. La rincorsa a destra dell’Eliseo di queste ore appare persino ridicola, considerando che fino al tragico venerdì sera, proprio il governo socialista non mostrava dubbi né sulla politica dell’accoglienza senza se e senza me dei profughi siriani, né sulla linea da tenere sull’immigrazione in generale e sui rapporti con l’Islam. Uno dei terroristi allo Stade de France aveva ottenuto un regolare visto in Grecia come migrante, che gli ha consentito di girare tutta la UE senza intoppi. Sarà fin troppo facile per la Le Pen, ma anche per Sarkozy, sottolineare come Parigi si sia fatta interprete in questi anni di una politica europea sbagliata. Sarà piuttosto difficile per Hollande e Valls replicare. D’altronde, o ammettono di avere avuto torto fino a venerdì scorso e cambiano impostazione, oppure perseverano in una linea che porterebbe la sinistra alla scomparsa elettorale.  

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