Henkel Garcia: l’inflazione salirà al 120% in Venezuela. File ai negozi di elettrodomestici

Si aggrava la crisi economica in Venezuela, dove l'inflazione potrebbe accelerare nel 2015 al 120%, secondo l'economista Henkel Garcia. E il bolivar crolla di giorno in giorno al mercato nero, dove si scambia ormai a 137,48 contro un dollaro.

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L’inflazione potrebbe esplodere al 120% nel 2015 in Venezuela, con impatto diretto sulle vite dei cittadini. La drammatica previsione arriva dall’economista Henkel Garcia di Econometrica, già da tempo un aspro critico delle politiche di Nicolas Maduro, il presidente succeduto a Hugo Chavez, morto agli inizi del 2013, dopo 14 anni di potere ininterrotto. Gli ultimi dati ufficiali risalgono all’agosto di quest’anno, quando la crescita tendenziale dei prezzi era del 63,4%.   APPROFONDISCI – Il Venezuela ottiene $4 miliardi dalla Cina. Boom dei prezzi alimentari: +84%   Secondo il Cedice, il Centro per la diffusione della conoscenza economica, che ha realizzato con il Cato Institute il “Forum Internazionale: Indice di Libertà Economica”, il Venezuela sarebbe risultato non solo il paese meno libero dell’America Latina in economia, ma il meno libero al mondo, stando alla classifica dei 152 paesi censiti. Per il paese hanno partecipato proprio Garcia, oltre a Sary Levy e Boris Ackerman. Il paese più libero dell’America Latina è risultato, invece, il Cile. Garcia ha parlato di fallimento di 15 anni di politiche in Venezuela, mentre ha auspicato un miglioramento delle condizioni macroeconomiche, finanziarie, delle infrastrutture, un aumento dell’efficienza del mercato del lavoro e l’eliminazione dei controlli valutari, quest’ultimi, ha affermato, accompagnati da un piano di assistenza per i soggetti più deboli.   APPROFONDISCI – In Venezuela è rally dei bond dopo l’aumento delle riserve. Ma i dollari restano pochi   Intanto, domenica scorsa si sono registrate lunghe file davanti ad alcune catene di negozi, in alcuni punti del paese. Molti venezuelani hanno voluto approfittare, infatti, della vendita degli elettrodomestici a prezzi popolari, in seguito all’attuazione del piano “La mia casa ben equipaggiata” del governo. Quest’ultimo ha fornito ad alcuni dettaglianti che ne avevano fatto richiesta dollari a un tasso di cambio di 12 bolivar per ciascun biglietto verde, attraverso l’asta Sicad I, affinché fossero in grado di importare elettrodomestici dall’estero, data l’assenza di valuta straniera per le importazioni. In cambio, il governo ha preteso che tali beni fossero venduti con un margine di profitto limitato, in modo da consentire a migliaia di famiglie di acquistarli a prezzi ridotti.   APPROFONDISCI – Venezuela, il crollo del bolivar è ora ufficiale con la seconda asta Sicad   Il mercato valutario in Venezuela è al collasso. Ufficialmente, il tasso di cambio tra bolivar e dollaro è fissato a 6,3, ma la banca centrale tiene regolarmente alcune aste, per fare fluire dollari alle società importatrici, altrimenti non avrebbero accesso al mercato straniero con quel tasso. Le aste Sicad I prevedono un cambio di 12 a 1 per i beni primari, mentre le Sicad II, tenute per alcuni beni secondari, prevedono un cambio di 50 a 1. Ma sul mercato nero, la crisi del bolivar sembra peggiorare di ora in ora: al momento, un dollaro viene scambiato contro 137,48 bolivar, mostrando la valuta locale oltre il 95% in meno del valore ufficiale.   APPROFONDISCI – In Venezuela si aggrava la crisi del bolivar: -95% sul mercato nero, in vista del Natale    

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