Helicopter money: l’ultima carta della BCE, ecco come lancerà soldi dal cielo

Helicopter money nell'Eurozona? La BCE non scarta l'ipotesi, è impaziente di mostrarsi capace di ravvivare l'inflazione, ma ecco i rischi e le modalità di attuazione della misura monetaria estrema.

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Helicopter money nell'Eurozona? La BCE non scarta l'ipotesi, è impaziente di mostrarsi capace di ravvivare l'inflazione, ma  ecco i rischi e le modalità di attuazione della misura monetaria estrema.

Rischi e tempi di un helicopter money della BCE La BCE ha nella sua “cassetta degli attrezzi” ancora diversi strumenti da utilizzare. Lo sostiene il capo economista dell’istituto, Peter Praet, che paventa persino un ulteriore taglio dei tassi, nonostante il 10 marzo scorso, il governatore Mario Draghi avesse lasciato intendere che nuove limature non ve ne sarebbero state. In realtà, Praet cerca di convincere il mercato sulla “infinità” di strumenti a disposizione della BCE, pur consapevole che tutti sanno che così non è. Dopo avere azzerato i tassi, portandoli in territorio negativo sui depositi delle banche presso l’istituto, dopo avere acquistato titoli di stato dell’Eurozona, Abs e “covered bond”, ampliato il programma con i corporate bond, allungandone la scadenza e incrementandone la dimensione mensile, restano davvero poche altre soluzioni ancora disponibili.

Helicopter money non più escluso per accelerare inflazione Eurozona

Gli analisti iniziano a scommettere su due nuove misure estreme, nel caso in cui l’inflazione nell’Eurozona non dovesse risalire nemmeno nei mesi prossimi e le aspettative sui prezzi rischiassero di essere dis-ancorate: l’acquisto anche dei bond “high yield”, ovvero quelli più a richio, i cosiddetti “non investment grade”; l’acquisto di titoli azionari sui mercati, forse escludendo solamente quelli delle banche. Ma perché mai dovrebbe offrire maggiori risultati il rastrellamento di azioni e obbligazioni “spazzatura”? E non corre la BCE il rischio di essere accusata di fare un regalo alla finanza? Ecco, quindi, che inizia a prendere corpo la più estrema delle misure di politica monetaria sinora immaginate: l’“helicopter money”.      

Cos’è helicopter money

Letteralmente, significa “soldi dall’elicottero”. L’espressione fu coniata circa mezzo secolo fa dall’economista Milton Friedman, capo del monetarismo, che immaginava che ad un certo punto, le banche centrali potrebbero iniziare a sparare denaro dall’elicottero, distribuendolo in maniera piuttosto democratica tra i cittadini. Ciò farebbe aumentare la domanda di beni e servizi, quindi, anche i relativi prezzi, ossia l’inflazione. Poiché la BCE non sembra in grado in alcun modo di ravvivare l’inflazione e di farla tendere al target (quasi al 2%), l'”helicopter money” non è più escluso formalmente nemmeno ai piani alti dell’istituto, tanto che lo stesso Draghi si è mostrato cauto, ma possibilista, alla conferenza stampa post-board del 10 marzo scorso.

Le possibili forme

Ora, escludendo che davvero le città di 19 stati europei saranno sorvolati da elicotteri carichi di banconote, quali forme potrebbe assumere questo esperimento estremo e quali rischi comporterebbe? Due sarebbero le modalità possibili: il finanziamento diretto ai governi, senza alcun costo; l’erogazione di denaro ai cittadini. Nel primo caso, si tratterebbe di una pratica vietata dai Trattati e, pertanto, formalmente non perseguibile. Certo, si potrebbe sempre cambiarli, ma la scelta non sarebbe politicamente sostenibile. Inoltre, erogare denaro ai governi per sostenere i loro investimenti pubblici spingerebbe verso l’“azzardo morale”, allontanando i beneficiari dal rigore fiscale e facendo venire meno l’indipendenza della banca centrale, caposaldo di qualsiasi politica monetaria efficace.      

Rischi opposti della misura estrema

Resta l’opzione dell’invio di denaro direttamente alle famiglie, in modo che possano spenderlo, aumentando i consumi e facendo lievitare i prezzi dei beni e dei servizi. Sarebbe certamente l’ipotesi più gradita per i residenti dell’Eurozona, ma i detrattori di questa pratica sostengono che ci sarebbero a rischio la tenuta della stabilità finanziaria e la credibilità dell’istituto nel lungo periodo. Il timore maggiore è che inondando i mercati di liquidità, l’inflazione possa accelerare a ritmi incontrollati, destabilizzando i prezzi. Potrebbe anche accadere l’opposto, ovvero che avendo immesso in circolazione meno liquidità di quanta ne sarebbe servita, l’inflazione resterebbe inchiodata intorno ai livelli attuali, ma con la conseguenza di generare tra famiglie e imprese aspettative piuttosto pessimistiche sui prezzi. Se avrà fallito anche l'”helicopter money” – il ragionamento che farebbe il mercato – allora non c’è speranza di una risalita dell’inflazione al target, per cui è probabile che l’economia nell’Eurozona cada nella deflazione.

Misura forse inefficace

Quindi, la BCE potrebbe sparare dal suo elicottero troppa o troppa poca moneta. Nel caso la misura avesse efficacia, poi, i rendimenti sovrani aumenterebbero in fretta sulla previsione di un rialzo dei prezzi, ma finendo con l’aggravare i conti pubblici nazionali, a causa del maggiore costo di rifinanziamento dei debiti. Gli esponenti della scuola keynesiana, invece, pur favorevolissimi all’uso dell’elicottero monetario, ritengono che l’impatto sull’inflazione possa non esserci, in quanto le famiglie potrebbero utilizzare il denaro ricevuto per ripagare i debiti contratti e/o aumentando il risparmio, non prevedendosi nuove misure di questo tipo in futuro. Fino al raggiungimento della piena occupazione, quindi, non ci sarebbe effetti visibili sui prezzi.      

Quando verrebbe varato l’helicopter money

Ipotizzando che questi dubbi saranno superati da Draghi, quando potrebbe essere varato l'”helicopter money”? La previsione che ci sentiamo di fare è questa: tra la metà dell’anno prossimo e il 2019. Perché? Da giugno verranno acquistati dalla BCE anche i corporate bond e si terranno le nuove aste Tltro, dalle condizioni molto convenienti per le banche. Prima di verificare gli effetti di queste manovre espansive è necessario attendere diversi mesi, perché è noto che la politica monetaria produca effetti a distanza di tempo. Se verso la fine di quest’anno, l’inflazione non dovesse schiodarsi dai livelli di questi mesi, restando confinata intorno allo zero, è probabile che Francoforte annuncerà nuovi stimoli: taglio dei tassi, acquisti di altre tipologie di assets, proroga della scadenza del “quantitative easing” oltre il marzo 2017, aumento ulteriore del QE mensile.

BCE impaziente di mostrare risultati

Serviranno altri mesi ancora per verificarne gli effetti, per cui è probabile che di “helicopter money” non si parlerebbe seriamente prima della metà dell’anno prossimo o forse verso la fine di esso. In ogni caso, non si potrebbe perdere troppo tempo, in quanto l’inflazione nell’Eurozona è al di sotto del target da tre anni e la credibilità della BCE è già a rischio. Si consideri anche che il mandato di Draghi scadrà nell’ottobre del 2019 e che il successore potrebbe essere un tedesco, o comunque un “falco” rigorista del Nord Europa, che mai attuerebbe simili pratiche. Se mai pioverà denaro dal cielo, quindi, volgete lo sguardo verso l’alto tra la fine dell’anno prossimo e il 2018. Quella sarebbe la tempistica più adatta per l’esperimento. Certo, se dovessimo arrivare a questo punto, avremmo avuto la certificazione del fallimento di tutti gli altri sforzi previamente compiuti da Draghi. In fondo, l'”helicopter money” sarebbe la dichiarazione di morte della politica monetaria indipendente e come l’abbiamo conosciuta negli ultimi decenni.  

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