Guerra valutaria, la Svezia taglierà ancora i tassi negativi contro la deflazione?

La Svezia potrebbe tagliare i tassi per la terza volta quest'anno, al fine di allontanare le minacce di deflazione. Ennesimo segnale di una guerra valutaria in corso.

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La Svezia potrebbe tagliare i tassi per la terza volta quest'anno, al fine di allontanare le minacce di deflazione. Ennesimo segnale di una guerra valutaria in corso.

Settimana importante per le politiche monetarie delle principali economie del pianeta. Oltre alla Federal Reserve si riuscono anche i board della Bank of Japan, della Banca di Russia e della Riksbank, l’istituto centrale svedese. E se in Russia sembra quasi scontato che il governatore Elvira Nabiullina taglierà ancora i tassi per indebolire il rublo, dopo il rally delle ultime settimane, anche lo svedese Stefan Ingves potrebbe decidere di allentare ulteriormente la politica monetaria già ultra-accomodante della banca centrale di Stoccolma, dopo avere già tagliato i tassi due volte quest’anno, portandoli in area negativa al -0,25%. Secondo gli analisti interpellati da Bloomberg, al board di dopodomani, la Riksbank potrebbe annunciare un taglio ulteriore dei tassi in area -0,35/-0,50%, in modo da deprezzare la corona ed evitare che l’economia svedese scivoli nella deflazione. Al momento, i prezzi risultano in crescita su base annua, essendo saliti dello 0,2% a marzo e dello 0,1% a febbraio, dopo 6 mesi di cali. E dopo il taglio dei tassi annunciato a marzo, la corona svedese ha perso l’1,7% contro l’euro.   APPROFONDISCI – La guerra valutaria è inutile, le svalutazioni non stimolano le esportazioni per l’FMI  

Tassi Svezia ancora più  giù?

Tuttavia, il ritorno delle tensioni finanziarie sul caso Grecia e l’attuazione del QE della BCE potrebbero indebolire la moneta unica, esportando verso la Svezia la temuta deflazione, attraverso prezzi più bassi dei beni acquistati dall’Eurozona.

Nel tentativo di scongiurare un fenomeno simile, Ingves si è imbarcato già in un mini-QE da 40 miliardi di corone (4,2 miliardi di euro), che ora potrebbe essere potenziato per la seconda volta. Il paese è alle prese con un tassi di disoccupazione inusualmente alto (quasi l’8%) e con un indebitamento delle famiglie al 170% del loro reddito disponibile. I tassi negativi hanno esacerbato la corsa ai mutui degli svedesi, surriscaldamento i prezzi delle case, già più che triplicati dalla metà degli anni Novanta, a seguito di una bolla immobiliare apparentemente sfuggita di mano ai policy-makers locali. Pertanto, non è scontato che la Riksbank sia in grado di tagliare ancora una volta i tassi, dati i timori sull’esplosione della bolla, mentre l’ipotesi conferma la “guerra valutaria” in atto tra le principali economie del pianeta, ognuna delle quali sta tentando di scaricare sulle altre le minacce di deflazione, influenzando il cambio.   APPROFONDISCI – Svezia, il governo resta col cerino in mano della bolla immobiliare

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