Guerra valutaria, da oggi un nuovo capitolo. L’OCSE: non puntate sulla corona danese

Con il QE iniziato oggi, la guerra tra valute si arricchisce di nuovi spunti. E l'OCSE mette in guardia dall'acquistare corone danesi a fini speculativi: l'economia della Danimarca sarebbe tutt'altro che messa bene.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Con il QE iniziato oggi, la guerra tra valute si arricchisce di nuovi spunti. E l'OCSE mette in guardia dall'acquistare corone danesi a fini speculativi: l'economia della Danimarca sarebbe tutt'altro che messa bene.

Con l’inizio degli acquisti di bond dell’Eurozona da parte della BCE, inizia oggi un nuovo capitolo di quella che potremmo definire la “guerra valutaria” in corso sul pianeta tra le principali economie, ciascuna delle quali cerca di allontanare da sé il pericolo della deflazione, scaricandola alle altre, nonché di stimolare la ripresa del pil con un sostegno alle esportazioni. Entrambi gli obiettivi passerebbero per la svalutazione competitiva delle valute. L’euro ha perso dall’inizio dell’anno il 7% contro il dollaro e il 7,5% contro lo yen. Se consideriamo gli ultimi 10 mesi, da quando la BCE annunciò l’8 maggio 2014 il varo possibile di nuovi stimoli monetari, scopriamo che la moneta unica si è indebolita contro il biglietto verde di ben il 20%, passando da un cambio di quasi 1,40 a uno di 1,12. Secondo Ing, per la prima volta dal 2002, il rapporto tra le due valute potrebbe toccare la parità, ossia ci potrebbe valere un euro per acquistare un dollaro.   APPROFONDISCI – La guerra valutaria minaccia di distruggere il commercio mondiale. Ecco i segnali di allarme   Le opzioni sul mercato vedono l’euro prossimo ai minimi degli ultimi 11 anni e mezzo. Rispetto allo yen, il deprezzamento sembra niente, visto che nel triennio 2012-2014 si era apprezzato del 45% contro la divisa giapponese. Il trend, però, è cambiato e gli analisti ritengono che senza il varo di nuovi stimoli, la Bank of Japan di Haruhiko Kuroda non sarà in grado di battere il QE della BCE. E tra tassi negativi e l’attesa di un calo dei rendimenti per via del QE, già oggi ben 1.700 miliardi di euro di titoli di stato dell’Eurozona rendono meno di zero, con la Germania a fare la parte del leone con oltre 700 miliardi, in pratica tutti i Bund con scadenza fino a 7 anni.   APPROFONDISCI – Tassi negativi, il dominio assoluto della Germania con un bond su 3 nel mondo   Eurozona, USA e Giappone sono alle prese con il problema dei prezzi giudicati troppo “freddi”. A febbraio, sono diminuiti dello 0,3% su base annua nell’Eurozona, dopo il -0,6% di gennaio. Negli USA si è registrato il primo calo annuo dal 2009 a gennaio, pari allo 0,1%. E in Giappone, al netto dell’aumento dell’IVA, i prezzi registrano una crescita di appena lo 0,2%.

Il caso Danimarca

Ma la guerra tra valute non riguarda solamente le grandi economie. Pure la Scandinavia sta cercando di reagire alle minacce deflazionistiche. La Danimarca lotta da sei settimane e mezzo contro gli attacchi speculativi degli investitori, che comprano corone danesi nella convinzione che a Copenaghen succederà quanto è andato in scena a Zurigo il 15 gennaio scorso, cioè che la banca centrale debba abbandonare il cambio di riferimento con l’euro.   APPROFONDISCI – Danimarca, LNG sfida la banca centrale: non vincerete la battaglia sulla corona   Il governatore Lars Rohde è intervenuto 4 volte in 3 settimane, ri-adottando i tassi negativi sui depositi delle banche e portandoli a -0,75%. Nel frattempo, il governo ha dovuto sospendere le aste di bond per allontanare gli ingressi di nuovi capitali. Nelle ultime sedute, la pressione rialzista sulla corona, agganciata all’euro attorno alla parità di 7,46038, sembra essersi allentata. Adesso, dall’OCSE arriva un vero disincentivo a puntare sulla valuta scandinava, perché l’istituto di Parigi fa notare come non ci sia alcuna ragione di comprare corone danesi, visto che l’economia del paese sarebbe tutt’altro che forte, nei fatti simile ai connotati dell’Eurozona, con il pil inferiore del 3% a quello del 2007, ultimo anno prima dello scoppio della potente crisi finanziaria. Il Fondo Monetario Internazionale avverte da tempo come la Danimarca stia seduta su una montagna di debito privato pronta ad esplodere, specie quella inerente ai mutui immobiliari.   APPROFONDISCI – Picco in Danimarca dei mutui only interest. Nuove misure contro il crac delle famiglie

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Argomenti: Crisi Euro