Guerra nel governo Renzi tra PD e Ncd, ecco la minaccia di Alfano al premier

Il governo Renzi rischia di saltare sulle tensioni tra PD e Ncd, in merito alle vicende giudiziarie che stanno colpendo entrambi i partiti. Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, avrebbe in mano una temibile arma di minaccia nei confronti del premier.

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Il governo Renzi rischia di saltare sulle tensioni tra PD e Ncd, in merito alle vicende giudiziarie che stanno colpendo entrambi i partiti. Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, avrebbe in mano una temibile arma di minaccia nei confronti del premier.

E’ il punto più basso nelle relazioni all’interno della maggioranza tra Ncd e PD dall’arrivo di Matteo Renzi al governo. Le vicende giudiziarie di questi ultimi giorni hanno fortemente incrinato i rapporti tra gli alleati, specie dopo che il dem Matteo Orfini ha annunciato che voterà per la richiesta di arresto di Antonio Azzollini, il senatore del partito di Angelino Alfano, presidente della Commissione Bilancio a Palazzo Madama, coinvolto in un’inchiesta sul crac di una casa di cura in Puglia, la Divina Provvidenza.   APPROFONDISCI – Sul Ddl Scuola inizia il Vietnam in Parlamento per il governo Renzi?  

Scontro PD-Ncd su guai giudiziari

Gli uomini vicini al ministro dell’Interno sono esterrefatti dalle dichiarazioni di Orfini, leggendovi il tentativo del PD di allontanare da sé le ombre delle indagini su Mafia Capitale, che stanno travolgendo il partito a Roma e che potrebbero mandare a casa la Giunta guidata da Ignazio Marino. “Come si fa a dichiararsi favorevole all’arresto senza avere nemmeno letto le carte?”, si chiedono dalle parti di Ncd. E oltre ad Azzollini, c’è la vicenda di Giuseppe Castiglione, ex presidente della provincia di Catania, vicinissimo ad Alfano e attuale sottosegretario all’Agricoltura. Se qualcuno tra i democratici dovesse anche solo ventilare la richiesta di dimissioni nei suoi confronti, il governo Renzi salterebbe in aria un secondo dopo. Sulla difesa di Castiglione, insomma, non si scherza.   APPROFONDISCI – Governo Renzi a rischio, indagato un sottosegretario per Mafia Capitale. Guai nel PD  

Ncd dilaniato da divisioni interne

Nel frattempo, Ncd è in subbuglio tra quanti, come il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, vorrebbe legarsi indefinitamente al PD di Renzi e chi, da Gaetano Quagliariello, Maurizio Lupi, Nunzia De Girolamo, sarebbe pronto a tornare nel centro-destra.

La deputata campana guida le truppe di chi vorrebbe sin da subito sganciarsi dall’esecutivo. Si vocifera che potrebbe guidare il Carroccio nella sua regione. Lo stesso Roberto Formigoni, tra i meno inclini a tornare con Silvio Berlusconi, fa intendere che il rapporto con il PD è logoro. Ma il governo potrebbe compensare eventuali defezioni dentro Ncd con i senatori in uscita da Forza Italia. Si tratta degli uomini vicini a Denis Verdini, i quali, tuttavia, se dovessero servire per tenere in piedi la maggioranza, potrebbe creare più di un problema d’immagine al premier, già in forte affanno nei sondaggi, che sancirebbero la fine della luna di miele tra il suo governo e gli italiani.   APPROFONDISCI – Governo Renzi a caccia di ‘responsabili’ al Senato e Verdini è pronto a sostenerlo  

Giubileo commissariato e scioglimento Comune Roma

Anche perché, nel caso in cui le vicende giudiziarie dovessero portare a uno scontro aperto tra  PD e Ncd, Alfano, nella sua qualità di ministro dell’Interno, sgancerebbe la sua “bomba atomica”: sciogliere il Comune di Roma per infiltrazioni mafiose. Sarebbe il caso per il PD, dato al 17% nei sondaggi a Roma, dietro a tutte le altre possibili coalizioni. Renzi vorrebbe evitare una sconfitta nella Capitale, che sarebbe rovinosa per la sua immagine, dopo i risultati pallidi delle elezioni regionali. Per questo, ci si prepara al peggio e in mattinata il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha fatto presente che la regia del Giubileo potrebbe essere affidata al prefetto di Roma, Franco Gabrielli, anche se sul commissariamento, precisa, non è stata ancora presa una decisione. Sarebbero solo i preparativi per le dimissioni del sindaco Marino, la cui permanenza al Campidoglio sembra sempre più imbarazzante per il PD. Difficile chiedere l’arresto altrui, se resta in carica un Comune travolto dagli scandali giudiziari, per quanto Ignazio Marino non sia stato personalmente coinvolto nelle indagini, che hanno riguardato esponenti di entrambe le coalizioni.

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