Guadagnare in borsa in tempi incerti? Scommessa sulla più ricca economia sudamericana

Boom della borsa in Cile, dove le azioni corrono sulle prospettive di una vittoria di Sebastian Pinera, già presidente tra il 2010 e il 2014, considerato pro-mercato.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Boom della borsa in Cile, dove le azioni corrono sulle prospettive di una vittoria di Sebastian Pinera, già presidente tra il 2010 e il 2014, considerato pro-mercato.

Non siamo ancora a un vero e proprio “taper tantrum”, come quello che si scatenò negli USA nella primavera del 2013, ma i rendimenti dei bond sono certamente in netto rialzo nell’Eurozona, mentre le borse ripiegano. E pensare che il governatore della BCE, Mario Draghi, ancora non ha minimamente accennato a un taglio degli stimoli monetari, lasciando appena intendere che sia finita l’era delle stamperie senza sosta. Chi volesse puntare sui mercati finanziari, dovrebbe guardarsi attorno e per fortuna non mancherebbero spunti positivi per cercare di lucrare da alcuni prevedibili rialzi.

Se vi siete persi il boom della borsa di Santiago del Cile negli ultimi mesi, forse potreste essere ancora in tempo per recuperare. Lo afferma il responsabile per i mercati nelle Ande e il Cono del Sud di JP Morgan, Diego Caledon, che evidenzia come l’indice IPSA cileno sia in rialzo del 16,4% quest’anno e di quasi il 21% su base annua. Troppo tardi per entrare?

La scommessa elettorale

Per prima cosa, dobbiamo capire perché la borsa cilena appaia in boom. Quest’anno a novembre si tengono le elezioni presidenziali nel paese sudamericano, la cui economia è la più ricca dell’America Latina. I mercati stanno scommettendo sul ritorno alla presidenza di Sebastian Pinera, che sostituirebbe l’uscente Michelle Bachelet. Per la Costituzione cilena, il capo dello stato non può ottenere due mandati consecutivi.

Perché una probabile vittoria di Pinera viene percepita come positiva? L’uomo è espressione della destra liberale e porterebbe a compimento le riforme economiche pro-mercato avviate con la sua presidenza tra il marzo 2010 e il marzo 2014, quando il pil crebbe mediamente di oltre il 5% all’anno. Sotto la Bachelet, invece, si è registrato un rallentamento a meno del 2%. (Leggi anche: 11 settembre 1973: il golpe di Pinochet)

Già tardi per puntare sulla borsa cilena?

Alle quotazioni attuali, le azioni cilene varrebbero 21 volte gli utili delle società, al di sopra della media decennale di 15,4. In altre parole, si corre il rischio di una sopravvalutazione dell’azionariato cileno, ma il mercato starebbe prendendo in considerazione il fatto che le riforme pro-business di Pinera, sempre che riuscisse a tornare alla presidenza, stimolino i profitti delle aziende del 20%, per cui automaticamente è come se le valutazioni tornassero più ragionevoli.

A potere offrire soddisfazioni particolari sarebbero le banche, con Banco de Chile e Banco Santander Chile in testa, essendo istituti del tutto concentrati sul business interno, per cui dovrebbero beneficiare più di tutte le altre quotate di un’eventuale accelerazione dei tassi di crescita cileni. Interessante è anche la stabilità del cambio, le cui variazioni quest’anno sono praticamente nulle, mentre su base annua il peso locale ha perso contro il dollaro l’1,5%.

Si tratta chiaramente di una scommessa, che in quanto tale potrebbe essere persa, sia perché non sappiamo chi effettivamente vincerà le prossime presidenziali in Cile, sia anche perché sarebbe dopo necessario testare Pinera eventualmente sui fatti. A quanto pare, però, potrebbe valerne la pena. (Leggi anche: Sistema pensionistico, cosa ci insegna il modello cileno)

 

 

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Argomenti: Altre economie, economie emergenti, valute emergenti

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