Guadagnare il 100% in 2 mesi, ma c’è un problema: queste azioni sono introvabili

Rendimenti a tre cifre in un anno e boom in piena estate per le azioni della banca centrale elvetica. Cosa sta alimentando il boom?

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Rendimenti a tre cifre in un anno e boom in piena estate per le azioni della banca centrale elvetica. Cosa sta alimentando il boom?

Sapete che c’è un titolo azionario abbastanza sicuro, che nei soli ultimi 2 mesi ha segnato un rialzo vicino al 100%? Se non ci credete, guardate all’andamento del titolo SNB, quello della banca centrale svizzera, che un paio di mesi fa si attestava a 1.929 franchi, mentre adesso risulta schizzato a 3.745 franchi (rendimento annualizzato del 5.200%!). E su base annua, i guadagni sono stati ancora più cospicui: +145%.

Chi avesse acquistato le azioni dell’istituto, invece, all’inizio dello scorso anno, oggi si porterebbe a casa una plusvalenza di ben il 240%. Ma come mai questo boom?

La SNB è diventato un grosso investitore sui mercati finanziari internazionali. Se nel 2010 disponeva di riserve in valuta straniera per meno di 227 miliardi di franchi, adesso ne possiede per 635,3 miliardi (fine giugno), in crescita del 20% su base annua. Un quinto di queste riserve è investito in azioni, di cui i due terzi sul mercato americano per un controvalore di 84,3 miliardi di dollari al mese scorso, stando ai dati Bloomberg, il doppio di appena 3 anni e mezzo fa. Per l’esattezza, Zurigo avrebbe titoli azionari per 127 miliardi di franchi, di cui una sessantina a Wall Street. Risulta azionista di tutte le prime 10 società americane per capitalizzazione, con una quota in Facebook dello 0,28%, superiore persino allo 0,17% detenuto dal fondatore Mark Zuckerberg tramite il suo fondo. (Leggi anche: Chi sta comprando la SNB?)

SNB azionista di punta a Wall Street

Al 30 giugno scorso, stando ai dati SEC, la SNB possedeva azioni Apple per un controvalore di 3,06 miliardi di dollari, azioni Microsoft per 2,04 miliardi, Facebook per 1,5 miliardi, Amazon per 1,46 miliardi, Johnson & Johnson per 1,44 miliardi, Exxon Mobil per 1,3 miliardi, Alphabet (casa madre di Google) per complessivi 2,1 miliardi. In tutto, l’istituto risultava in quella data possedere 2.579 posizioni sul mercato azionario a stelle e strisce. (Leggi anche: SNB si butta sulle azioni Apple)

L’indice S&P 500 è salito nell’ultimo anno del 17%, una percentuale significativa, ma che non giustificherebbe i guadagni messi a segno dalla banca centrale elvetica. E allora, viene da chiedersi come mai una simile corsa verso le azioni dell’istituto.

Potrebbe non esservi un’unica risposta. Per prima cosa, si consideri che da aprile ad oggi, il franco svizzero si è deprezzato del 7,3%, guarda caso a seguito delle elezioni in Francia. Oggi scambia a 1,1515 contro la moneta unica, il livello più debole dal gennaio 2015, quando fu annunciata la fine del cambio minimo tra le due valute. Un franco più debole rende il mercato azionario elvetico meno costoso e incentiva gli acquisti dall’estero. Anche per questo, l’indice borsistico elvetico guadagna quest’anno il 10%, una frazione appena dei rialzi delle azioni SNB, tuttavia.

Con l’indebolimento del franco, il mercato si starebbe attendendo la distribuzione di un dividendo più lauto per gli azionisti da parte dell’istituto. Ciò, in quanto il valore (in franchi) delle riserve valutarie tende a crescere. Si consideri che per statuto, la SNB distribuisce un dividendo annuo di appena 15 franchi per azioni, che ai valori attuali del titolo, implica un rendimento dello 0,4%. Evidentemente, non è certo l’appetibilità del dividend yield a spingere agli acquisti, anche perché il rendimento massimo è limitato, sempre per statuto, al 6%.

SNB come proxy per azioni e bond

E allora, che succede? E’ probabile che il titolo SNB venga percepito come una sorta di investimento indiretto sugli indici azionari e obbligazionari globali, una proxy di Wall Street e borse europee. Non solo. La capitalizzazione dell’istituto è di appena 215 milioni di franchi e il 48% appartiene allo stato confederale e ai 26 cantoni, mentre solamente il 52% del capitale è in mano a quasi 2.200 privati, di cui primo socio è il tedesco Theo Siegert con il 6,7%. Acquistare azioni SNB è pressappoco impossibile, come testimoniano i volumi giornalieri negoziati: appena 112 titoli passati di mano ogni giorno quest’anno, pur in aumento dai 101 del 2016.

In sostanza, il mercato delle azioni SNB è altamente illiquido, in quanto il capitale dell’istituto si trova per metà in mano alle istituzioni elvetiche e per l’altra metà è possedute da investitori istituzionali, che difficilmente scambiano il titolo di giorno in giorno, per cui bastano volumi di acquisto relativamente bassi per farne schizzare i prezzi, causa offerta insufficiente.

Si spiegherebbe così il +94% in un paio di mesi. Guadagni solo teorici, perché difficilmente chi è entrato nel capitale SNB qualche mese addietro ne sarebbe già uscito. Zurigo è un porto sicuro per gli investimenti, a maggior ragione in tempi incerti. (Leggi anche: Franco svizzero resta sopravvalutato, ma Zurigo cambia tono)

 

 

 

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