Gros, ex FMI: inutile che l’Italia chieda più flessibilità, ci aspettano tempi nerissimi

L'economista tedesco ed ex consulente dell'FMI, Daniel Gros, ha fatto appello all'Italia a non spendere energie nel chiedere un Patto di stabilità più flessibile, perché è inutile; la Germania non lo concederà mai. Gros ha anche aggiunto che dalla Commissione europea non dovremmo attenderci un bel niente, perché sarà paralizzata dalle divisioni.

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La sfida tra Italia e Germania per allentare le politiche del rigore in favore di un Patto di stabilità più flessibile sarebbe già stata vinta dai tedeschi. Lo sostiene l’economista tedesco Daniel Gros, ex consulente del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione europea, oggi a capo del Centre for European Policy Studies. Intervistato da Repubblica, Gros ha invitato l’Italia a smetterla di chiedere l’allentamento dei vincoli fiscali, ossia maggiore possibilità di spendere, visto che ha già un debito pubblico al 136% del pil. L’economista ritiene che il governo Renzi non otterrà nulla su questo punto, nemmeno se si presentasse a Bruxelles con un piano di riforme già varate. E’ un fatto di atteggiamento mentale, spiega. I tedeschi sono tutti graniticamente favorevoli al pareggio di bilancio. Nessun partito, osserva, si è espresso per accrescere il deficit, per fare più spesa pubblica. Al contrario, l’Italia chiede da 20 anni minore rigore in cambio di riforme che non sono mai arrivate.   APPROFONDISCI – Patto di stabilità più flessibile? No, ecco la verità sulla linea della Merkel   Secondo Gros, però, il nostro paese non dovrebbe fare alcun affidamento sul piano degli investimenti pubblici della Commissione europa da 300 miliardi di euro annunciato dal neo-presidente Jean-Claude Juncker. Nota, infatti, che sarebbe il terzo del genere, il primo fu annunciato per un valore di 200 miliardi all’inizio dell’era euro e dagli effetti nulli. I risultati di questi investimenti, passanti per i fondi europei, si sono già dimostrati inesistenti. In più, spiega l’economista tedesco, la nuova Commissione è stata formata proprio per non funzionare, per non decidere nulla, avendo compreso la Germania che Bruxelles inizia a contare davvero. Il riferimento è alla composizione della nuova squadra di commissari, con il ruolo-chiave degli Affari monetari affidato al francese Pièrre Moscovici, un socialista vicinissimo alle ragioni della flessibilità, ma al quale sono stati messi alle costole ben 4 vice-presidenti, di cui l’ex premier finlandese Jyrki Katainen, sostenitore dell’austerità e delle riforme. Questi avrà praticamente l’ultima parola su ogni provvedimento promosso dal francese. La contrapposizione tra i due e l’inconcludenza della Commissione che verrà hanno fatto dire a Gros che ci aspettano “tempi nerissimi”. E aggiungiamo noi, che le gradazioni di scuro saranno diverse tra paese e paese. Dopo le ultime previsioni dell’Ocse e dell’agenzia S&P per l’Italia, non c’è dubbio che alla nostra economia spetterà la sfumatura più cupa.   APPROFONDISCI – Bagnai: inutile svalutare l’euro e avere un Patto di stabilità più flessibile  

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