Grillo ringrazia chi ha scelto il M5S come primo ‘partito’

Buoni risultati per il Movimento 5 Stelle alle recenti elezioni regionali e Beppe Grillo ha deciso di pubblicare un post di ringraziamenti, un post nel quale il M5S diventa un partito.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Buoni risultati per il Movimento 5 Stelle alle recenti elezioni regionali e Beppe Grillo ha deciso di pubblicare un post di ringraziamenti, un post nel quale il M5S diventa un partito.

Il Movimento 5 Stelle ha superato le aspettative nelle recenti elezioni regionali, ma ha perso diversi punti rispetto ai risultati raggiunti durante le europee 2014. I risultati attuali danno comunque il M5S come seconda forza politica in Italia, mentre in alcune regioni la distanza con il Partito Democratico si assottiglia sempre di più. E sul suo blog Beppe Grillo non ha risparmiato i ringraziamenti ai suoi elettori e anche ai suoi oppositori, definendo il Movimento un “partito” (lapsus freudiano o cambiamento di rotta in vista?) e aggredendo Renzi e il PD.  

M5S contro tutti

Il post di ringraziamenti scritto da Grillo ha come primo referente l’impresentabile De Luca, perché “ha mostrato il vero volto del PD della (il)legalità”. Poi prosegue ringraziando i candidati del M5S, privi di “ambizioni di poltrone e potere”, e i parlamentari e gli eletti che hanno girato in lungo e largo la Penisola per parlare con la gente e convincerli della loro giusta causa. Ovviamente il quarto ringraziamento va agli elettori del M5S, perché “non era facile, con i media tenacemente contro a raccontare misfatti su di noi”, mentre il quinto grazie rappresenta un’ultima steccata a Renzi e al PD tutto, e più nello specifico, “a chi ha ridimensionato il partito dell’innominabile e lo ha portato a percentuali più consone (metà rispetto alle europee) alla sua (non) azione di governo”.  

No alle alleanze

Ma è il sesto e ultimo grazie a essere messo sotto la luce dei riflettori. Scrive Grillo: “Il sesto grazie alla sinistra, che ci vorrebbero assessori o alleati, a cui si ricorda che il M5S voterà in consiglio regionale (e in Parlamento) ogni proposta che sia contenuta nel suo programma o che porti un beneficio ai cittadini. Le alleanze e gli inciuci non ci appartengono“, è la chiosa che nega qualsiasi coinvolgimento nei giochi della politica fatte di alleanze dell’ultimo minuto per scopi che risultano essere lontani dall’ideologia del Movimento.  

Il Movimento è diventato Partito?

O forse sarebbe meglio definirlo “partito“, ormai, visto che anche Grillo, da sempre allergico a questa parola – così come Casaleggio e gli altri portavoce M5S – lo ha definito: Grillo ha ringraziato gli italiani in quattro lingue perché “hanno attribuito il ruolo di primo partito al M5S in Liguria, Campania e Puglia e di secondo in altre regioni”. Partito, dunque, e non Movimento, come sempre è stato definito. Chissà che non si chiami così anche alle prossime elezioni politiche.

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Argomenti: Politica