Grillo fa le pulizie di primavera sul blog e oscura Renzi

Beppe Grillo derenzizza il blog e trasforma Matteo Renzi nell'uomo invisibile, ovvero nel signor nessuno che è. Ecco perché.

di , pubblicato il
Beppe Grillo derenzizza il blog e trasforma Matteo Renzi nell'uomo invisibile, ovvero nel signor nessuno che è. Ecco perché.

Blog derenzizzato: così s’intitola l’ultimo post sul blog di Beppe Grillo, il quale afferma come il nome del premier italiano non comparirà più sulle pagine del blog. Dall’insulto totale alla cancellazione, tanto da corredare il post con un’immagine esplicativa: “The Invisible Renzi“, ovvero Renzi come l’uomo invisibile, con tanto di faccia fasciata da bende e rigorosi occhiali da sole. La nuova strategia comunicativa/propagandistica del principale media del M5S ha dunque lo scopo di togliere visibilità al premier – almeno sul blog – e al tempo stesso di fare in modo che le “bugie” del premier si smascherino da sole, senza il bisogno di starvi dietro e di dar loro (s)credito.   Da ebetino a bomba, passando per uomo invisibile e innominabile: Grillo gioca sulle pulizie di primavera per affermare come sia “il momento ideale per derenzizzare il blog“. E da questo post, promette il leader del Movimento 5 Stelle, “il nome Renzi non sarà più presente nei post. E’ come fare entrare aria pulita in una stanza piena di fumo, di balle, di smog e di inconsistenza che ti intossica”. La ragione della cancellazione viene subito dopo: “L’ebetino vive solo di visibilità, da oggi, almeno in questo blog, lo eliminiamo”.   E visto che è l’ultimo post in cui lo si nominerà, non si può certo sorvolare sullo “spudorato che vive di promesse mai mantenute e che ogni volta che è beccato con le mani nella marmellata tace, fidando nella memoria corta degli italiani, o incolpa gli altri a seconda delle convenienze. Stare dietro alle sue balle vuol dire fare il suo gioco”. E così via alla derenzizzazione del blog: il premier “va trasformato nell’uomo invisibile”, o meglio, “nel signor nessuno che è“.   In conclusione, arriva anche il diktat per i lettori del blog e per i frequenti commentatori: “La cancellazione dell’innominabile vale anche per i commenti, evitate di inserire il suo nome nel testo se volete vedere pubblicato il vostro commento”.

Bisogna guardare all’ormai lontano 2008 per trovare una strategia di comunicazione simile: fu quando Walter Veltroni, allora segretario del PD, promise di non chiamare più Berlusconi con il suo nome. Sappiamo tutti come andò a finire.

Argomenti: