Grillo e Brunetta sulle pensioni d’oro: che polemica!

Il leader del Movimento Cinque Stelle attacca: "Difendi quelle dei ricchi". L'ex Ministro: "Torna a fare il comico"

di Leandro Lombardi, pubblicato il
Il leader del Movimento Cinque Stelle attacca:
Beppe Grillo è inarrestabile. Questa volta nel mirino del leader cinque stelle è finito Renato Brunetta, ex Ministro del governo Berlusconi. L’argomento è scomodo: le pensioni d’oro, affrontate in un post pubblicato sul chiacchierato blog. “Brunetta sulle pensioni ha le idee chiare: tutte sono ‘privilegiate’, perché la rendita pensionistica è sempre superiore ai contributi versati – si legge – tant’è che una pensione da 495,43 euro è un privilegio esattamente come una da 90.000 euro al mese”. E aggiunge. “Brunetta vuole mantenere intatti entrambi i privilegi, salvare le pensioni d’oro milionarie e congelare le minime di poche centinaia di euro nonostante la crisi, perché il sistema pensionistico italiano rappresenta una delle soluzioni più avanzate rispetto ai parametri europei. Che l’Inps abbia un buco da nove miliardi, invece, non conta nulla”. A giudizio dell’estensore del post, “il privilegio attuale dei 100.000 pensionati d’oro va abolito. Con i sette miliardi risparmiati, portando il tetto massimo a 5.000 euro, si andrebbe a dare una mano sostanziosa alle pensioni da fame”. Una proposta, quest’ultima, sciorinata già durante lo ‘tsunami tour’ nelle varie piazze italiane e che, improvvisamente, torna d’attualità per avanzare una forma di equità sociale ed economica.

La replica di Brunetta: “Semplicemente ridicolo”

La risposta dell’esponente Pdl non si è fatta attendere. E non va per il sottile. “Era ora. Grillo passa dallo spettacolo ai numeri – attacca Brunetta – così se la prende con me, sperando di trasformare il dato delle pensioni in un normale manganello. Poveretto. Sappia allora il collega Grillo che le sue valutazioni sono ridicole e risibili, costruisce tesi da osteria applicando un curioso criterio di giustizia, secondo cui chi ha dato ha dato, e peggio per lui. Dunque chi ha versato molto, resti pure gabbato. Chi ha versato poco all’Inps, continui pure ad incassare anche sopra quanto direbbe il calcolo dei rendimenti, purchè il furto si fermi alla soglia stabilita da Grillo, abilitata in cinque mila euro e non ne sappiamo il motivo. Queste tesi – prosegue – obbediscono a criteri totalmente anticostituzionali e negano qualsiasi precetto di sana economia e di tenuta della convivenza sociale. Sembrano nati dalla testa di un dittatore di Bananas”.
I toni restano accesi, e Brunetta aggiunge un ‘suggerimento’ non proprio volto alla simpatia. “Cambi suggeritore, scelga meglio i suoi consulenti: gli converrebbe nel frattempo tornare a fare il comico – la stoccata ironica – perché gli unici numeri su cui va forte sono quelli in cui strabuzza gli occhi. Se vuole continuare a fare politica, dovrebbe quantomeno conoscere le regole elementari del paese in cui vive, soprattutto se pretende di cambiarle”. Secondo i dati diffusi dall’Inps, il 68,4% dei pensionati non arriva alla soglia dei mille euro mensili; il 34,2% è sotto i cinquecento euro e l’82% è al di sotto dei 1.500 euro. Cifre spaventose, che però non hanno convinto la Corte Costituzionale nel famoso prelievo di solidarietà, bocciato in quanto giuridicamente illegittimo. Rappresentava “un intervento impositivo irragionevole e discriminatorio ai danni di una sola categoria di cittadini”.

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Argomenti: Politica

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