Grillo da Napolitano: l’ansia del debutto

Ieri il leader del Movimento 5 Stelle è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica: all’uscita dal Quirinale promette di non chiamarlo più Morfeo

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Ieri il leader del Movimento 5 Stelle è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica: all’uscita dal Quirinale promette di non chiamarlo più Morfeo

Ieri mattina, in sede di consultazioni, Beppe Grillo è stato ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica Napolitano. Chi ha sempre sminuito il portavoce del Movimento 5 Stelle come un comico urlatore, in grado di radunare la folla in piazza, ma non di sostenere un impegno diplomatico formale si è dovuto ricredere.  Grillo si è presentato in completo e cravatta scura istituzionale (qualcuno ha apprezzato anche i ricci pettinati ai quali Casaleggio non sarebbe arrivato). Con lui i due capogruppo, Crimi e Lombardi.

“E’ permesso? Devo andare dal signor Presidente?”

Grillo varca il portone del Colle celando dietro all’umorismo un po’ di ansia da debuttante. Ma, gossip a parte, la cosa importante è: cosa ha detto Grillo a Napolitano? Tra i due storicamente non è mai corso buon sangue anche se Grillo è stato pronto già in passato a fare un passo indietro per riconoscere gli interventi positivi del Presidente della Repubblica. Il colloquio di ieri è durato circa un’ora. Vito Crimi ha confermato che Napolitano ha prestato attenzione alle richieste del leader del M5S. E’ innegabile che il loro approccio alla politica e alla storia è diverso (Beppe Grillo contro Napolitano: nuovo contro vecchio): difficile comunicare quando uno è improntato al rinnovamento e l’altro resta fedele alla storia della Repubblica e dei vecchi partiti. Difficile ma non impossibile.

Colloquio Grillo-Napolitano: le richieste del Movimento 5 Stelle

I tre rappresentanti hanno esposto le esigenze del Movimento 5 Stelle ricordando che, essendo il primo partito per numero di voti,  dovrebbe ricevere  ufficialmente un incarico di governo. In alternativa i grillini chiedono come incarico la presidenza del Copasir e della vigilanza Rai. Grillo ha ribadito che nessuna fiducia sarà data al Pd ma che c’è invece apertura per singole proposte di legge relative ad interessi comuni che non conoscono colore politico. Vito Crimi ha esposto poi i punti programmatici prioritari del M5S: il referendum sulla permanenza dell’euro, una sola rete televisiva, una legge sul conflitto d’interessi, l’abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali e ai partiti e l’impignorabilità della prima casa. Grillo ha sintetizzato tre obiettivi di intervento immediato con carattere di urgenza: reddito di cittadinanza, tagli agli sprechi della politica e rilancio delle piccole e medie imprese.   Il primo post di Grillo post incontro è stato: «Questa mattina mi sono recato sul Colle… Il governo 5 Stelle è un governo di responsabilità in favore del Paese…».

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Argomenti: Politica