Green pass, ripresa del turismo azzoppata: la conferenza stampa di Draghi ha mandato in fumo tutto

La certificazione vaccinale per entrare anche in un ristorante al chiuso rischia di rinviare definitivamente la ripresa dell'economia italiana. I segnali sono allarmanti.

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Green pass e ripresa del turismo

I toni usati dal premier Mario Draghi alla conferenza stampa di settimana scorsa sono stati stranamente allarmanti. Nel presentare l’esigenza di rendere il green pass obbligatorio per accedere nei locali, ha definito l’invito a non vaccinarsi come un’istigazione a morire. Ha altresì fornito l’immagine di un’Italia tutt’altro che fuori dalla pandemia, anzi in pieno rischio. Eppure, i numeri dicono altro. I contagi da Covid sono certamente in netta risalita (x 7 da fine giugno), ma i decessi continuano a scendere e dalla fine del mese scorso si sono ridotti del 60%.

Né si registra alcun aumento significativo e allarmante di ricoveri per sintomi lievi e in terapia intensiva. Certo, il trend va monitorato con estrema prudenza. Ad ogni modo, ci sarebbe stato il modo di presentare diversamente il green pass. Con quella conferenza stampa, è svanito quel residuo di ottimismo che ancora albergava tra le categorie produttive italiane. La speranza di ripresa per l’economia nazionale si è spenta. E lo dicono i numeri. In una città come Roma, i posti letto occupati negli alberghi sono solamente un quinto del totale. Va un po’ meglio nelle province, ma la sostanza non cambia: i turisti stranieri non sono arrivati e i soli italiani poco possono fare.

Green pass e boom di prenotazioni del vaccino anti-Covid

Il green pass non aiuta di certo a risollevare le prenotazioni. Gli stranieri stanno avendo probabilmente l’idea che senza certificazione vaccinale non potranno muoversi e neppure prendere un italico cappuccino al bar per colazione. Ancora peggio, immaginano che per essere arrivati a questo punto, la situazione nel Bel Paese sia molto grave. Cosa vai a fare in Italia, se la pandemia galoppa e le attività sono aperte solo ai vaccinati?

Il turismo si era vistosamente ripreso fino ai primissimi giorni di luglio.

Adesso, sono le stesse associazioni di categoria a segnalare che il vento sia cambiato. Addirittura, profetizzano un’estate 2021 peggiore del 2020, perché la stagione rischia di finire ben prima del Ferragosto, come accadde un anno fa. C’era bisogno dell’allarmismo di Draghi? Il premier così misurato e attento alla comunicazione com’è da ex governatore BCE ha commesso una gaffe o volutamente ha creato un clima di tensione? E a che pro?

Se il fine era di incentivare, specie i più giovani, a prenotare il vaccino, l’obiettivo sembra essere stato raggiunto. Dalla Lombardia alla Sicilia, è boom di prenotazioni. Ma il dato in sé potrebbe svelare il fatto che, non andando più in vacanza da nessuna parte, centinaia di migliaia di italiani adesso sono disposte a vaccinarsi anche in piena estate. La speranza è che non si richiuda tutto in autunno. La ripresa è affidata a ciò che accadrà dopo l’estate.

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