Green pass obbligatorio per i lavoratori, ma il problema sono gli over 60

Il governo ha imposto il green pass obbligatorio per tutti i lavoratori, anche se le vaccinazioni anti-Covid dovrebbero mirare agli over 60

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Green pass obbligatorio per i lavoratori

Il green pass diventa obbligatorio per tutti i 23 milioni di lavoratori, siano essi dipendenti pubblici o privati o autonomi. Per entrare sul luogo di lavoro si dovrà avere la certificazione verde sin dal prossimo 15 ottobre. Sospensione dal lavoro e senza stipendio dal primo giorno per i lavoratori dipendenti del settore privato di imprese sopra 15 dipendenti, dal quinto giorno per i dipendenti di imprese fino a 15 dipendenti e per i lavoratori del settore pubblico. Il posto di lavoro, in ogni caso, non è perduto e non scattano anche le sanzioni disciplinari.

Il Consiglio dei ministri di giovedì scorso ha così voluto tagliare la testa al toro per stimolare la campagna di vaccinazione contro il Covid-19. Eppure, a ben vedere la mossa si rivelerebbe eccessiva e poco efficace. In effetti, l’Italia figura ai vertici della classifica mondiale per dosi somministrate rispetto alla popolazione. Mentre il governo si riuniva per imporre il green pass obbligatorio ai lavoratori, il dato si attestava al 135%, 10 punti in più della Germania, al pari del Regno Unito e poco dietro alla Francia. I completamente vaccinati (due dosi o con siero monodose) erano al 64,8%.

Green pass, over 60 la fascia a rischio Covid

Dicevamo, il problema non riguarderebbe affatto i lavoratori. I numeri ci dicono che ad oggi esistono 1,5 milioni di persone di età almeno pari a 60 anni, i quali non hanno ancora ricevuto neppure una dose. Questa è la classe di età più a rischio di complicanze, tant’è dai 60 anni in avanti il numero dei morti per Covid ha sinora inciso per il 95,3% del totale. Il 3,6% si concentra, poi, nella fascia 50-59 anni, dove altri 1,5 milioni di persone non hanno deciso di vaccinarsi.

Dunque, poiché gli over 60 sono essenzialmente il popolo dei pensionati, possiamo affermare che il green pass obbligatorio per i lavoratori rischia di colpire la fascia della popolazione sbagliata. Ad ogni modo, se l’obiettivo del governo è di centrare un tasso di copertura dell’80% della popolazione, dovremmo arrivarci entro poco più di una settimana, in linea con le aspettative dello stesso esecutivo. E facendo due conti, troviamo che gli over 60 si stanno vaccinando a un ritmo di oltre 18.500 al giorno. Di questo passo, dovremmo attendere fino ai primi di dicembre per ottenere una copertura totale di questa fascia di età. Chiaramente, improbabile che ciò avvenga.

Se conteggiamo anche gli italiani tra 50 e 59 anni, l’attesa salirebbe fino ai primi del febbraio prossimo. Per concludere, il green pass è un forte stimolo a vaccinarsi, ma se l’obiettivo sarebbe di proteggere la fetta della popolazione più esposta ai rischi, non si capisce perché mai l’onere debba essere fatto ricadere sugli altri. Come se obbligassimo ad assicurarsi gli automobilisti prudenti per garantire una copertura in caso di incidenti stradali dagli spericolati.

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