Green pass per entrare nei locali pubblici e viaggiare: commercianti contrari e albergatori favorevoli, seguiremo la Francia?

Polemiche sull'obbligo di vaccinazione per entrare nei locali o salire su un treno o un aereo. Le categorie produttive sono divise, così come la politica.

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Polemiche sul green pass

Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha definito “giusta” la scelta del presidente francese Emmanuel Macron di legare finanche l’ingresso nei locali pubblici al green pass. Sostiene di averne parlato diverse volte con il ministro Roberto Speranza e di non riuscire a capire perché non si sia già mosso in tal senso. Nel governo, le posizioni appaiono molto contrastanti. Un gruppo di parlamentari del PD ha proposto di rendere il green pass obbligatorio per accedere a tutti i luoghi della socialità. La Lega di Matteo Salvini resta fortemente contraria, così come dall’opposizione Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni definisce “raggelante” l’ipotesi di ridurre i diritti costituzionali dei cittadini sulla base del vaccino anti-Covid.

Le categorie produttive stesse si mostrano divise. Fipe-Confcommercio è contraria, temendo che bar e ristoranti finirebbero per subire penalizzazioni dalla misura. Favorevole Federalberghi, che parla di provvedimento “sacrosanto”. Ad oggi, il green pass è rilasciato già dopo la prima dose ed è necessario per accedere ad eventi come concerti e matrimoni. Ma d’ora in avanti sarebbe rilasciato solo dopo la seconda dose. Nel caso in cui l’Italia seguisse l’esempio della Francia, bar e ristoranti, così come treni e aerei diverrebbero “off limits” per coloro che fossero sprovvisti di green pass. L’alternativa per costoro sarebbe di sottoporsi al tampone. E ciò farebbe lievitare i costi a carico delle famiglie con uno o più componenti non vaccinati.

Green pass e vaccinazioni a passo spedito

Inutile spiegarvi che sarebbe un modo per obbligare i cittadini a vaccinarsi. Ieri, alla notizia in Francia ben 1 milione di persone si sono prenotate per vaccinarsi. Ma gli esercenti temono che le famiglie meno abbienti, pur di non pagarsi il tampone, finirebbero per uscire e consumare di meno.

L’ipotesi del green pass è legata al timore dei governi per la rapida diffusione della variante Delta, la quale sta aumentando considerevolmente i contagi da Covid. Tuttavia, il numero di morti e ricoveri tende a diminuire, per cui al momento non s’intravede alcun allarme sanitario.

In Italia, i vaccinati con due dosi sfioravano ieri il 50% della popolazione. A dispetto delle impressioni, nell’ultimo mese la campagna vaccinale non ha subito alcun rallentamento. In media, oltre 540.000 dosi al giorno risultano essere state somministrate. In rapporto alla popolazione, la Francia ha nello stesso periodo vaccinato lo 0,10% al giorno in meno. I cittadini francesi completamente vaccinati sono al 37%, molto dietro all’Italia. La minaccia del green pass nel nostro Paese appare molto meno giustificata. Di questo passo, raggiungeremmo un tasso di copertura dell’80% entro fine agosto, con un mese di anticipo sui tempi previsti dal nostro governo.

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