Green pass, non c’è il boom di somministrazioni del vaccino e meno di una dose su 4 agli over 60

L'obbligo della certificazione vaccinale ha fatto schizzare le prenotazioni, ma per il momento non si assiste ad alcun aumento delle somministrazioni di dosi, specie tra gli anziani

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Green pass e vaccinazioni

Dal 6 agosto, il green pass sarà obbligatorio anche solo per prendere un caffè al bancone di un bar. Una decisione che il governo Draghi ha voluto prendere per cercare di convincere anche i più restii a vaccinarsi contro il Covid. Il timore è che la variante Delta provochi un boom dei contagi e, a causa di una porzione ancora rilevante della popolazione non vaccinata, anche un aumento di ricoveri in terapia intensiva e morti. Sarebbe una grossa minaccia alla ripartenza dell’economia italiana.

Dall’annuncio del green pass obbligatorio, le Asl di varie zone d’Italia hanno registrato un boom di prenotazioni. La Campania ha rilasciato qualche giorno fa un dato, in base al quale le prenotazioni sarebbero aumentate del 36%. Boom anche in Sicilia, con la città di Catania a guidare la classifica nazionale. E questo si è tradotto in un’accelerazione delle somministrazioni di dosi? Vediamo i numeri.

Al 26 luglio, la media mobile a 7 giorni risultava inferiore alle 530.000 unità. Prima dell’annuncio del governo, si erano toccate le 555.000 unità. A ben vedere, non solo non ci sarebbe stata una corsa, ma addirittura un rallentamento delle dosi somministrate. E questo come si concilia con i dati sulle prenotazioni? Evidentemente, malgrado le lamentele del governo e delle strutture sanitarie, le vaccinazioni stanno proseguendo in linea con il potenziale. In altre parole, (molto) di più forse non potremmo fare. Viene da chiedersi, quindi, come sia possibile immaginare il green pass obbligatorio, se non mettiamo tutte le persone che lo volessero nelle condizioni di vaccinarsi.

Green pass, vaccino tra over 60

Ad ogni modo, nell’ultima settimana si sono vaccinati circa 910.000 over 60. La parte del leone l’hanno fatta le persone di età compresa tra 60 e 69 anni (527.000), seguiti dai 70-79 anni (357.000).

Considerato che nello stesso periodo sono state somministrate circa 3,7 milioni di dosi, in sostanza meno di una su quattro è stata iniettata a una persona di età almeno pari a 60 anni. Questo significa che anche dopo la minaccia del green pass obbligatorio, a vaccinarsi continua ad essere la parte della popolazione più giovane. Quella più a rischio, invece, resterebbe scoperta al momento per oltre 2 milioni di persone.

Se i ritmi con cui gli over 60 si vaccinano rimanessero invariati, entro 2-3 settimane avremmo coperto tutta la fascia più a rischio. Ma difficilmente ogni anziano che non si è vaccinato sinora, da domani accetterà di farlo sulla minaccia di non poter entrare in un bar o ristorante al chiuso. Insomma, rimarremo con una porzione pur sempre scoperta, anche se percentualmente poco rilevante.

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