Grecia, Varoufakis umiliato all’Eurogruppo e Draghi non esclude di tagliare la liquidità alle banche

Grecia isolata all'Eurogruppo di oggi, dove il ministro dell'Economia, Yanis Vraoufakis, è stato pesantemente aggettivato dai colleghi. Gli aiuti arriveranno solo in cambio di un accordo complessivo, non saranno fatti sconti.

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Grecia isolata all'Eurogruppo di oggi, dove il ministro dell'Economia, Yanis Vraoufakis, è stato pesantemente aggettivato dai colleghi. Gli aiuti arriveranno solo in cambio di un accordo complessivo, non saranno fatti sconti.

E’ stato un brutto giorno per la Grecia e, in particolare per il suo ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis. Se nessuno si aspettava ormai da settimane che l’Eurogruppo di oggi avrebbe sbloccato l’impasse del negoziato in corso con i creditori pubblici, non era immaginabile, però, il clima cupo e di forte irritazione in cui è andato in scena oggi il vertice di Riga, in Lettonia. Già prima di entrare, alcuni ministri, tra cui quello austriaco, slovacco e lituano, si erano definiti “stanchi”, “irritati” per un dibattito ormai infinito sulla Grecia. Ma quel che trapela dalla riunione è a dir poco imbarazzante. Tutti si sarebbero espressi con toni forti e concitati contro Varoufakis, definendolo “perditempo”, “dilettante”, “giocatore d’azzardo”. Se nelle scorse settimane era trapelata l’indiscrezione di possibili dimissioni del ministro, non è improbabile che arriveranno subito dopo che un accordo con l’Eurogruppo sarà raggiunto. Nessuno ha preso le difese di Atene e nessuno si è mostrato più compassionevole di altri. Paradossalmente, i tedeschi al vertice di oggi sono stati persino i più calmi, mentre sono stati altri i ministri a segnalare la loro frustrazione crescente per l’assenza di risultati. Quanto appena detto non preclude al raggiungimento di un accordo nelle prossime settimane, ma è il sintomo di un malessere che mai si era visto contro la stessa Grecia in questi 5 anni difficili di trattative, di compromessi stretti e non mantenuti, di due salvataggi effettuati senza notare alcun miglioramento dell’economia ellenica. E’ il segno che se il governo Tsipras non farà sul serio, potrà scordarsi anche un solo euro.   APPROFONDISCI – Eurogruppo, tensioni sulla Grecia. Governi irritati, ecco le scadenze a rischio  

Aiuti Grecia solo con accordo complessivo

Lo chiariscono senza mezze misure Mario Draghi, Pièrre Moscovici, Klaus Regling e Jeroen Dijsselbloem, rispettivamente il governatore della BCE, il commissario agli Affari monetari, il presidente dell’ESM (fondo di salvataggio europeo) e il presidente dell’Eurogruppo.

In conferenza stampa, i 4 hanno fatto muro contro la perdita di tempo di Tsipras e Varoufakis.
Dijsselbloem ha avvertito che gli aiuti arriveranno in cambio di un accordo “complessivo”, ossia che non ci sarà un prestito erogato in tranche e sulla base di compromessi a breve, come aveva, peraltro, dichiarato nei giorni scorsi anche il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. Tutti e 4 hanno giudicato molto limitati i progressi nelle trattative di queste ultime settimane, per quanto abbiano riconosciuto che essi vi siano. E Draghi ha ammesso che starebbe pensando a un taglio della liquidità erogabile alle banche greche in cambio del collaterale di garanzia, ma ha anche chiarito che continuerà a sostenere queste ultime fin quando saranno solventi.   APPROFONDISCI – Grecia, oggi Eurogruppo senza accordo. L’azzardo del default senza Grexit  

Liquidità banche Grecia rischia taglio BCE

Regling ha aggiunto a tale proposito che i fondi ELA non saranno erogati oltre la scadenza del 30 giugno e che, quindi, la liquidità alle banche in Grecia sarà del tutto tagliata senza un accordo entro quella  data. Quel che emerge dell’Eurogruppo di oggi è che l’Eurozona ha perso le staffe, non accetterà più pratiche dilatorie. Non si tratta solo e tanto di una stanchezza comprensibile sul piano umano, personale, quanto di un fatto di credibilità dinnanzi ai mercati e agli interlocutori stranieri. Se Bruxelles trascinasse la questione ancora a lungo, se erogasse nuovi aiuti senza impegni credibili da parte di Atene, gli investitori inizierebbero a diffidare dei proclami ufficiali, dei vincoli sbandierati a ogni occasione formale e delle promesse. Peggio, il governo Tsipras sarebbe imitato da altre formazioni anti-austerity in paesi come Spagna, Italia e Francia. E questo l’Eurozona non lo consentirà.   APPROFONDISCI – La Grecia è vicinissima al default, la BCE si accinge a bloccare la liquidità alle banche  

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