Grecia, Varoufakis insiste e provoca: serve un taglio del debito “intelligente”

Il ministro greco dell'Economia, Yanis Varoufakis, ripropone il taglio del debito, che nei giorni scorsi aveva definito "insostenibile". S'ipotizza un'aliquota unica dell'IVA per aumentare il gettito senza alzare l'aliquota più alta.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il ministro greco dell'Economia, Yanis Varoufakis, ripropone il taglio del debito, che nei giorni scorsi aveva definito

Intervistato dal quotidiano economico tedesco Handelsblatt, il ministro dell’Economia greco, Yanis Varoufakis, è tornato nuovamente a chiedere la ristrutturazione del debito pubblico della Grecia, sotto forma di un vero taglio, ma che egli si è impegnato a non definire “sconto”, perché ha capito, spiega, che tale termine fa male ai creditori, così come fa male ai greci sentire parlare di “Troika”. Varoufakis ha riproposto quanto aveva già sostenuto nelle settimane scorse, sia prima che dopo l’accordo raggiunto due venerdì fa all’Eurogruppo di Bruxelles sulla proroga di 4 mesi degli aiuti ad Atene, ovvero che si potrebbe convertire almeno parte dei prestiti ottenuti dai creditori pubblici in obbligazioni, la cui cedola sarebbe legata all’andamento del pil greco.   APPROFONDISCI – Grecia, Varoufakis: la lista Tsipras è stata volutamente vaga. E l’Ifo chiede controlli sui capitali   Al contempo, il ministro ha cercato di rassicurare l’opinione pubblica tedesca che non sarebbe intenzione del governo Tsipras a cui appartiene di fare nuovi debiti, ma al contrario che esso intende stimolare la crescita con nuovi investimenti privati. E in un’altra intervista, rilasciata a Parapolitika, Varoufakis ha avvertito che non vuole ricevere i nuovi aiuti a tutti i costi, non se ciò significherà fare rimanere la Grecia nel black-out in cui versa adesso. Inoltre, il ministro ha ribadito in entrambe le interviste l’intenzione di evitare il più possibile nuove tasse, ma ha aggiunto che se fosse costretto a farlo, queste sarebbero fatte pagare a chi potrà permetterselo e non a chi soffre. A tale riguardo, il governo sta discutendo con UE, BCE e FMI un possibile aumento del gettito dell’IVA, ma che non avverrebbe più alzando l’aliquota più alta, oggi al 25%, bensì abbassandola al 15-16% e contestualmente alzando quella più bassa, in modo da creare un sistema fiscale più efficiente. Tuttavia, i propositi di cui si parla sarebbero in netto contrasto con il programma elettorale di Syriza, che parlava di un rifiuto sic et simpliciter ad aumentare l’IVA, non certo di alzarla sui beni primari per abbassarla su quelli considerati secondari. Un accordo con i creditori è atteso entro la fine di aprile, ma ad oggi sarebbero ancora molte le distanze tra le parti e i rimugini all’interno della maggioranza iniziano a farsi sentire dopo l’accordo della settimana scorsa, che nei fatti rappresenta un prosieguo delle politiche di austerità finora adottate da Atene.   APPROFONDISCI – Grecia, JP Morgan smentisce il governo Tsipras: la fuga dei capitali continua  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Economie Europa, Ristrutturazione debito Grecia