Grecia, Varoufakis: accordo a breve. E Putin chiama Tsipras: pronti i fondi per il gasdotto

Il ministro dell'Economia, Yanis Varoufakis, si è detto convinto che a giorni o settimane la Grecia troverà un accordo con l'Eurogruppo. E il presidente russo Vladimir Putin chiama Alexis Tsipras per rinnovargli l'offerta dei fondi per il gasdotto.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il ministro dell'Economia, Yanis Varoufakis, si è detto convinto che a giorni o settimane la Grecia troverà un accordo con l'Eurogruppo. E il presidente russo Vladimir Putin chiama Alexis Tsipras per rinnovargli l'offerta dei fondi per il gasdotto.

Il ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, si mostra convinto che la Grecia sarà in grado di trovare un accordo con i creditori pubblici (UE, BCE e FMI) nei prossimi giorni o nelle prossime settimane. Stando ai funzionari vicini alle trattative, sarebbero stati compiuti “considerevoli” passi in avanti su temi come l’aumento dell’IVA (al 16%  per tutti i beni?) e le privatizzazioni, mentre resterebbero ancora forti distanze sulla riforma del lavoro e le pensioni. Il ministro ha escluso che l’eventuale uscita della Grecia dall’euro (cd “Grexit”) possa avere effetti positivi sul resto dell’Eurozona. Ieri, il premier Alexis Tsipras ha nei fatti sfidato Bruxelles, riassumendo 4.000 impiegati pubblici licenziati dal precedente governo, tra cui 600 addette alle pulizie. Si è trattato di una misura certamente ostile alle richieste dell’Europa, anche se nelle ultime ore si avvertirebbe un clima meno teso tra le parti, per quanto le probabilità di giungere a un’intesa all’Eurogruppo di lunedì siano vicine allo zero.   APPROFONDISCI – Grecia, l’FMI all’Eurogruppo: o taglio del debito o non daremo più aiuti  

Taglio debito Grecia: le aperture di Dijsselbloem

I creditori sperano semmai di concludere la riunione con un comunicato comune con Atene, lasciando aperta la prospettiva di un accordo successivo. Poco fa, il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, non ha escluso una ristrutturazione del debito pubblico ellenico a carico dei governi europei, ma ha ribadito che resta inaccettabile l’ipotesi di una cancellazione del valore nominale dei titoli (“haircut”), un dettaglio che lascerebbe pensare che l’Eurozona sarebbe disposta semmai a tagliare ulteriormente i tassi applicati sui prestiti e che dovranno iniziarsi a pagare tra 8 anni, così come potrebbero essere allungate le scadenze.

Aiuti Russia in arrivo?

Nel frattempo, da Atene giunge la notizia di una telefonata del presidente Vladimir Putin a Tsipras, durante la quale il primo avrebbe confermato di avere pronti i fondi relativi al passaggio del gasdotto russo tra la Grecia e la Turchia, secondo quanto discusso tra i due al vertice di un mese fa a Mosca, quando si era ipotizzato il rilascio di 5 miliardi di dollari a titolo di anticipo dei profitti che Gazprom stima di produrre grazie alla realizzazione della pipeline in acque greche.   APPROFONDISCI – Grecia-Gazprom, la ritorsione UE: indagine sui russi per abuso di posizione dominante   Il dossier si è parzialmente arenato in queste settimane, dopo che la Commissione europea ha aperto un’indagine a carico di Gazprom per abuso di posizione dominante sui mercati dell’Unione Europea. I russi vorrebbero verificare l’esito dell’indagine, prima di erogare denaro alla Grecia. Non sfugge ai più che tale erogazione avrebbe il gusto della sfida a Bruxelles da parte del Cremlino, tanto che il governo greco la starebbe utilizzando come minaccia estrema contro l’Eurogruppo, affinché sblocchi i 7,2 miliardi stanziati in aprile. Stamane, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, aveva escluso che Russia e Cina finanziassero Atene, sostenendo che nessuno vorrebbe accollarsene i problemi, perché la prima ne ha di suoi e la seconda lo farebbe solo entrando negli assets ellenici. Il mese scorso, lo stesso Schaeuble non aveva escluso, invece, un aiuto ai greci da parte dei due paesi, sostenendo di  non esserne affatto preoccupato. Ma se realmente Putin erogasse i fondi ad Atene in questa fase, l’operazione sarebbe avvertita come uno smacco a Bruxelles e rischierebbe di esacerbare ancora di più le tensioni tra tutti e 3 i creditori e il governo Tsipras e di allontanare quest’ultimo anche dall’occhio benevolo degli USA, i quali sinora si sono spesi politicamente per spingere i governi europei a un accordo con i greci. Sarà anche per questo che Tsipras mostrerà prudenza sul punto fino a un secondo prima di essere costretto altrimenti alla bancarotta.   APPROFONDISCI – Grecia, Schaeuble avverte: fatevi aiutare da Russia, USA o Cina, non temo il contagio    

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Argomenti: Economie Europa, Grexit, haircut