Grecia, ultimo atto? Ecco le proposte di Tsipras e le possibili sorprese di stasera

Giornata e settimana fitte di appuntamenti sulla Grecia in Europa. Un accordo al vertice di stasera a Bruxelles appare probabile, ma è prematuro festeggiare, data la rabbia montante a Berlino contro le posizioni della cancelliera Angela Merkel.

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Giornata e settimana fitte di appuntamenti sulla Grecia in Europa. Un accordo al vertice di stasera a Bruxelles appare probabile, ma è prematuro festeggiare, data la rabbia montante a Berlino contro le posizioni della cancelliera Angela Merkel.

Si apre una settimana intensa con oggi per l’Eurozona e il futuro della Grecia. Già in tarda mattinata, alle ore 10,30, il board della BCE si riunisce per la terza volta in 5 giorni in teleconferenza per decidere se e quanto alzare il tetto dei fondi ELA, la liquidità di emergenza erogata alle banche elleniche. Ieri sera, si vociferava che gli istituti greci avrebbero richiesto un altro miliardo, dato che anche nel weekend sono proseguiti i prelievi dei clienti al bancomat, portando a 5 miliardi in appena una settimana il ritiro complessivo dei risparmi dai conti correnti. Non si hanno notizie certe sull’innalzamento del tetto di 3 giorni fa, ma potrebbe essere stato tra gli 1,80 e i 3,3 miliardi. E’ più probabile il primo dato. Pertanto, ad oggi la BCE ha iniettato alle banche in Grecia liquidità per 85 miliardi. Contrariamente alle paure delle scorse ore, stamane tutti gli istituti ellenici dovrebbero riaprire al  pubblico dopo la pausa del fine settimana.   APPROFONDISCI – Grecia: è corsa agli sportelli delle banche, riunione di emergenza della BCE  

Le nuove promesse di Tsipras

Alle ore 12.30 si riunisce l’Eurogruppo, chiamato ad esaminare le proposte del governo Tsipras sul piano tecnico, dando una valutazione preliminare da inviare al vertice europeo straordinario tra i capi di stato e di governo dell’Eurozona delle 19.30. Quest’ultimo è stato convocato il giovedì scorso dal presidente della UE, Donald Tusk, dopo il fallimento del negoziato con Atene all’Eurogruppo del Lussemburgo. Per comprendere come non si possa stare tranquilli, si consideri che ieri mattina il premier Alexis Tsipras aveva annunciato l’invio di un testo di accordo a Bruxelles per andare incontro ai creditori pubblici (UE, BCE e FMI) come “proposta definitiva”. I tecnici dell’EuroWorking Group, ossia i rappresentanti dei 3 creditori, però, ancora alle ore 19 affermavano di non essere in possesso di alcuna bozza.   APPROFONDISCI – Grecia, Eurogruppo in corso tra lo scetticismo generale. Ecco uno scenario possibile   Stando a quanto riportato dal governo ellenico, queste sarebbero le sue ultime proposte all’Europa: Atene s’impegnerebbe a centrare l’obiettivo di un avanzo primario dell’1% quest’anno, del 2% l’anno prossimo e del 3% nel 2017. Per raggiunger il target fiscale, aumenterebbe del 12% le tasse sulle imprese con utili sopra al milione di euro e del 7% per quelle sopra i 500.000 euro. E anche i redditi delle persone fisiche superiori ai 30.000 euro sarebbero soggetti a una nuova imposta di solidarietà. Niente tagli alle pensioni, ma si potrebbe prendere in considerazione la fine dei prepensionamenti dall’1 gennaio 2016, che farebbe risparmiare allo stato intorno ai 200 milioni all’anno (0,1% del pil). Quanto all’IVA, Atene manterrebbe 3 aliquote al posto delle 2 desiderate dall’Eurogruppo, al 6,5%, 13% e  23%, ma porterebbe più beni ad essere assoggettati all’aliquota più elevata.   APPROFONDISCI – La Grecia non presenterà nuove proposte all’Eurogruppo, è scontro sulle pensioni   Rispetto alle richieste dell’Europa di un miglioramento dei conti pubblici del 2,5% del pil, le proposte di Tsipras e del suo ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, sarebbero migliorative del 2%, ma la differenza potrebbe essere coperta, spiegano fonti di Atene, attraverso una clausola, che farebbe scattare tagli automatici alla spesa pubblica, qualora non fosse rispettata la misura del “deficit zero”. Le tecniche dilatorie anche delle ultime ore del governo greco potrebbero essere finalizzate a saltare la discussione tecnica, portando il dibattito dritto al cuore del confronto politico, dove Tsipras ritiene di avere più carte da giocarsi. Tuttavia, nel corso di una telefonata, la cancelliera Angela Merkel e il presidente François Hollande gli avrebbero chiarito ieri di non azzardarsi a presentarsi stasera senza un accordo tecnico con i creditori, perché il vertice europeo non sarà un negoziato.   APPROFONDISCI – Grecia, Tsipras promette più sforzi alla Merkel. Ecco la bomba sociale che nega l’accordo  

Il difficile “ja” di Frau Merkel

C’è aria di ottimismo ad Atene, dove si ritiene che l’Eurozona non farà scattare il default e continuerà a sostenerla con nuovi aiuti, sbloccando quelli già stanziati a febbraio per 7,2 miliardi e validi fino al 30 giugno.

E da Milano, sia il presidente Hollande che il premier Matteo Renzi si sono detti convinti ieri che ci sarebbero le condizioni per arrivare a un accordo. Tutto bene? Attenzione a festeggiare in anticipo. Stasera, chi rischia più di tutti oltre a Tsipras è la cancelliera, che dovrà fare i conti con una probabile rivolta di metà del suo partito, la CDU-CSU, nel caso in cui dovesse tornare a Berlino con un accordo ritenuto l’ennesimo cedimento teutonico verso i greci. Il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, guida il fronte dei contrari all’intesa, non considerando Atene un partner credibile. A differenza delle altre votazioni, stavolta al Bundestag si potrebbero registrare numerose defezioni tra i deputati conservatori e ciò farebbe saltare il governo. Si parla di almeno 130 pronti a votare contro.   APPROFONDISCI – Grecia, Schaeuble scettico su un accordo. Ecco di cosa ha paura la cancelliera   E le ragioni per arrivare a uno scontro dentro il governo tedesco ci sono: Tsipras-Varoufakis chiedono che, in cambio delle proposte da loro avanzate, i creditori pubblici alleggeriscano il peso del debito pubblico. L’Eurogruppo stesso prenderebbe in considerazione di estendere gli aiuti di altri 6 mesi, fornendo alla Grecia altri 19 miliardi di euro. Tutte misure per nulla gradite ai “ribelli” del Bundestag. Dunque, Frau Merkel non sarà così clemente, come si pensa, con Tsipras. Pretenderà obiettivi chiari a livello tecnico e, soprattutto, sul piano degli impegni politici. Non è detto, infatti, che il negoziato si chiuda stasera. Anzi, è probabilissimo che andrà avanti almeno fino a giovedì, quando si riunisce il Consiglio europeo. Questa sarà l’ennesima scadenza, entro la quale l’accordo dovrà essere trovato.   APPROFONDISCI – Grecia, senza accordo sarà pure Grexit. Ora è una guerra di nervi tra Merkel e Tsipras  

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