Grecia: Tsipras umiliato dal ritorno della Troika ad Atene, vediamo cosa può accadere

Il governo Tsipras ha già accettato il ritorno della Troika ad Atene, dopo averla cacciata appena un mese fa, segno della disperazione per il possibile default in arrivo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il governo Tsipras ha già accettato il ritorno della Troika ad Atene, dopo averla cacciata appena un mese fa, segno della disperazione per il possibile default in arrivo.

L’unica certezza in questo caos sull’erogazione degli aiuti alla Grecia è che la Troika (UE, BCE e FMI) tornerà ad Atene con i suoi funzionari al più presto, dopo essere stata cacciata dal governo Tsipras all’indomani dalla sua vittoria alle elezioni politiche del 25 gennaio scorso, appena 40 giorni fa. Il ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, ha persino dichiarato in mattinata che i funzionari saranno “benvenuti” nella capitale, dando il senso della tragicommedia in corso nel paese. Dal primo round di negoziati, il premier Alexis Tsipras aveva chiesto e ottenuto che la Troika, il comitato dei tre creditori pubblici, venisse chiamata d’ora in avanti “Istituzioni”, un mutamento linguistico, che nelle sue attese avrebbe dovuto anticipare anche un cambiamento della sostanza. Ieri, però, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha reso pan per focaccia al collega Varoufakis, richiedendo il ritorno della “Troika” ad Atene e abbandonando così la cortesia diplomatica chiesta da Tsipras, dopo essere stato oggetto di insulti insieme alla sua Germania, in queste settimane di trattative.

Troika di nuovo ad Atene

I funzionari della Troika torneranno ad Atene per verificare lo stato dei suoi conti pubblici. Non sarà dato risalto alla loro visita, né saranno accolti con tanto di formalità, ma la sostanza resta la stessa: il governo greco dovrà mostrare loro i registri contabili, affinché possano rendersi conto della liquidità effettiva residua e delle esigenze finanziarie del paese. Un atto di clamorosa sfiducia dei creditori verso Tsipras e i suoi ministri, ma che questi ultimi subiscono adesso passivamente, avendo la necessità di non indispettire ancora di più l’Eurogruppo, in modo da ricevere già tra marzo e aprile la prima tranche degli aiuti da 7,2 miliardi.   APPROFONDISCI – Grecia, rischio default entro 3 settimane e l’Eurogruppo chiede di vedere i conti subito   Tuttavia, il monitoraggio della Troika non implica che avrà anche un esito favorevole al negoziato, né verrà accolto da Syriza, il partito del premier, con occhi favorevoli. Al Daily Telegraph, Manolis Glezos, deputato di Syriza e veterano della resistenza contro il nazismo, è tornato ad attaccare la linea del governo, sostenendo che per quanto non sia parte del programma, Tsipras dovrebbe portare sul tavolo anche la possibile fuoriuscita della Grecia dall’euro, se la permanenza nell’Eurozona significherà nuova austerità.

Grexit opzione valida

Glezos ha molto seguito nella sinistra radicale e insieme al crollo di 20 punti percentuali in appena un mese al 64% del tasso di popolarità del premier, il governo potrebbe essere indotto dalla sua maggioranza a non cedere più verso l’Eurogruppo. “Se ci sbattono fuori dall’euro, il maggiore danno lo faranno a loro stessi” è l’idea espressa da Glezos e finora condivisa sostanzialmente da tutto il partito.   APPROFONDISCI – La Grecia minaccia la Germania: senza aiuti, vi manderemo i clandestini   A livello di tattica negoziale, poi, l’uscita di ieri del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, non è stata tra le più azzeccate. Egli ha affermato che la Grecia è e resterà nell’euro e che non sarebbe nemmeno immaginabile la sua dipartita dall’unione monetaria, perché ciò provocherebbe un duro colpo alla credibilità dell’Eurozona.

Eurozona stanca

Tsipras e il suo imprudente ministro Varoufakis potrebbero convincersi, quindi, che l’Eurogruppo stia bluffando e che farebbe, in ogni caso, di tutto per tenere Atene nell’euro. Cosa che non sembra affatto la linea crescente dei governi europei, con in testa la Germania, dove un nucleo di deputati conservatori ha già votato contro la proroga degli aiuti al Bundestag, sebbene non abbia minimamente scalfito il voto favorevole, che è stato il più a larga maggioranza dall’inizio della crisi. Il clima, però, è cambiato profondamente negli ultimi 15 giorni. Le sortite infelici di Varoufakis e la mancanza di iniziative concrete per attuare le riforme chieste ai greci, nonché le tecniche dilatorie messe in campo dal governo Tsipras, tramite un carteggio infinito e alquanto infruttuoso con Bruxelles, potrebbero avere già allontanato le parti più di quanto non si pensi.   APPROFONDISCI – Grecia, Eurogruppo ad alta tensione. Creditori e USA a Tsipras: ora basta perdere tempo    

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Economie Europa, Grexit