Grecia: Tsipras ottimista, ma si aggrava la crisi di liquidità e sale lo scontro con Berlino

In Grecia si registra anche a febbraio un peggioramento dei conti pubblici e lo scontro con la Germania si aggrava. Alexis Tsipras tenta il tutto per tutto a Bruxelles.

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In Grecia si registra anche a febbraio un peggioramento dei conti pubblici e lo scontro con la Germania si aggrava. Alexis Tsipras tenta il tutto per tutto a Bruxelles.

Il premier greco Alexis Tsipras ha incontrato oggi a Bruxelles il presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, il quale lo ha invitato a superare le contrapposizioni con i governi dell’Eurozona. Al contempo, Tsipras si è mostrato fiducioso sul raggiungimento entro la fine della giornata di un accordo per ottenere la prima tranche degli aiuti già stanziati a febbraio entro aprile, sostenendo che “non c’è un problema Grecia, c’è un problema Europa”, nei fatti attizzando lo scontro con i partner europei, quando il clima è già infuocato. Il premier Dopo Schulz, Tsipras ha incontrato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, altro grande mediatore nella difficile partita sugli aiuti alla Grecia, sostenendo che un’uscita dall’euro di Atene è esclusa e che le trattative non potranno che finire positivamente.

Grexit sempre più realistico

Arrivando a Cernobbio, dove è in corso il Workshop Ambrosetti, il ministro dell’Economia, Yanis Stournaras, non ha voluto replicare alla domanda di un giornalista, che gli chiedeva cosa pensasse delle ultime dichiarazioni del collega tedesco Wolfgang Schaeuble, il quale non si sente più di escludere un’uscita della Grecia dall’euro: “non pensate che parli di questo in un posto così meraviglioso?”, ha tagliato corto.   APPROFONDISCI – Grecia, Schaeuble: è senza speranze. Lotta contro il tempo per evitare il default   Eppure, lo scenario di un Grexit, finora escluso a priori, non sembra più un tabù nel panorama finanziario e politico, come dimostrano le dichiarazioni dell’ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, che anch’egli da Cernobbio sottolinea come il mercato sia tranquillo, a differenza di 3 anni fa e pur augurandosi che Atene resti nell’euro, ha aggiunto che non si sente di potere escludere una sua uscita dall’Eurozona.

L’importante, ha concluso, è che non passi il messaggio che venga premiato chi non rispetta le regole.

La rabbia di Atene e la grave crisi di liquidità

Che il sentimento dominante in queste ore ad Atene sia la rabbia, la frustrazione per l’andamento delle trattative lo dimostrano pure le ultime dichiarazioni infuocate di una collaboratrice di Varoufakis, tale Elena Panariti, che riporta come all’allarme lanciato dal governo greco ai creditori sulla crisi di liquidità delle casse statali, questi abbiano suggerito a Tsipras di non pagare gli stipendi pubblici per 1 o 2 mesi. Panariti ha puntato il dito contro questo modo incomprensibile di leggere la realtà da parte della Troika, sostenendo che ai banchieri interessano solo i numeri.   APPROFONDISCI – Grecia, Varoufakis attacca Draghi: ci toglie il respiro. Ma ecco perché la BCE gli serve   Peccato che i numeri stiano peggiorando per la Grecia. Poco fa, il Ministero delle Finanze ha diffuso i dati sui conti pubblici di febbraio, registrando un deficit di 189 milioni, quando nello stesso mese del 2014 si era avuto un avanzo di 487 milioni, a fronte di un obiettivo di un disavanzo di 70 milioni. E il saldo primario ha registrato un avanzo di 1,243 miliardi contro un surplus di 2,063 miliardi di un anno fa e un target fissato a +1,411 miliardi. In sostanza, lo stato deve fare i conti con un peggioramento dei saldi a febbraio di circa 200 milioni rispetto alle attese già negative, dopo che a gennaio si era registrato un tonfo delle entrate per un miliardo rispetto a quanto preventivato. Se, come tutto lascia credere, il trend sarà simile anche a marzo, il governo potrebbe trovarsi a fronteggiare una crisi fiscale ben più grave di quanto sinora abbia immaginato.   APPROFONDISCI – Grecia, le banche si preparano all’uscita dall’euro. Scontro tra Schaeuble e Varoufakis

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